venerdì 16 novembre 2007

Ciao nonno

Stamani mentre rifacevo il letto mi è cascato lo sguardo sulla tua foto, o meglio la nostra foto, quella piccola, in bianco e nero, nella cornicetta blu nei pressi del mio comodino. La vedo ogni giorno in realtà ma non sempre la guardo davvero, con gli occhi dell’anima intendo. Oggi invece il mio sguardo si è fermato su di te, su di noi. Tenero e burbero al tempo stesso, tenevi fiero la tua nipotina in braccio, con quel sorriso un po’ rigido che ti donava la dentiera. Quella nipotina birichina e chiacchierona che ti costringeva a giocare alle mamme, mettendoti in braccio un bambolotto e apostrofandoti Signora, ma che bello il suo bambino. E tu, buono come il pane, per farmi contenta ti mettevi anche il foulard a fiori, tanto chi ci vedeva. Ricordo le mattinate in tua compagnia, lente come solo possono essere le mattine quando si hanno cinque anni. Io con la bicicletta arancione, la prima, quella con le rotelline, ti sfrecciavo davanti ridendo mentre tu seduto sulla panchina parlavi col benzinaio del viale e scartavi piano una caramella d’orzo, quelle quadrate e piatte, con l’incarto trasparente. Ricordo la tua sorpresa quando improvvisamente ti accorgesti che in tutto quel pedalare le rotelline, già un po’ allentate, si erano staccate ed erano rimaste chissà dove e tua nipote aveva imparato ad andare in bicicletta senza accorgersene. Ricordo i tuoi racconti, infiniti e sempre diversi, sulle tue avventure da militare. Ti ascoltavo a bocca aperta e ridevo, quanto ridevo, delle cose buffe che capitavano a te e ai tuoi commilitoni. Solo adesso mi rendo conto che probabilmente erano storie sapientemente ritoccate per renderle allegre agli occhi di una bimba, ma è troppo tardi per chiederti conferma. Ricordo le nostre confidenze, le coccole, le attenzioni che mi dedicavi, cercando forse di supplire a quelle carenze che già intravedevi all’orizzonte guardando negli occhi di tua figlia, che iniziava lentamente a non esserci più. Ti rivedo salire piano gli scalini di casa mia, con i tuoi abiti scuri, le camicie inamidate, i tuoi occhiali, le bretelle e quella busta in pelle nera che ti portavi sempre appresso e che io curiosa aprivo di nascosto a caccia di segreti e caramelle. Eri un po’ nonno e un po’ mamma, eri tanto per me. Eri tutto. Non volli venire al tuo funerale e quello che era un dolore troppo grande fu scambiato per un capriccio adolescenziale. Non avrei potuto salutarti per sempre. Non l’ho fatto allora e non posso farlo adesso. E’ per questo che ogni tanto ti parlo e ti racconto quello che mi succede. Perché tu ci sei ancora. Ci sarai sempre. Ti voglio bene nonno.

11 commenti:

Alex e Mari ha detto...

Grazie per le emozioni! Alex

monique ha detto...

anche io ogni tanto ripanso al mio..e prima delle vacanze estive, a cena dalla nonna, ho letto il suo diario di quando era prigioniero di guerra..a volte sembra di aver perso un sacco di occasioni di parlare con chi non c'è più ma io credo che, ancora e sempre, queste ci ascoltino..

patrizia ha detto...

bellissimo ed emozionante leggere le tue parole...sei stata fortunata ad avere un nonno così

cocozza ha detto...

Hei! ma tu mi fai sempre piangere ma dall'emozione fortissima che provo nel leggere i tuoi racconti anche io ho avuto un nonno meraviglioso grosso grosso e buono buono pensa quando ho partorito il primo figlio lui già non c'era più e quella notte ho sognato che mi portava un grande mazzo di meravigliosi fiori bianchi.
ti leggo sempre con tanto piacere cocozza

thecatisonthetable ha detto...

Che nostalgia... anche io un nonno, e una bici arancione con rotelle...

paola ha detto...

Bellissimi ricordi, ne ho avuti anchio... e sebbene poco più che ventenne, sono solo ricordi anche i miei. Tienili stretti, e coltivali, sempre e sempre.
Saluti, Paola

Bibi ha detto...

cicci è un secolo che non passo da te e ogni volta vedo emozioni bellissime.
un bacio
Bibi

lucetta ha detto...

ciao nonno, che bello leggerti.
grazie
lucetta

ruben ha detto...

Non ho parole... D'altra parte, cosa dire di più? Hai già detto tutto... tutto quello che avrebbe voluto dire chi sa cosa vuol dire avere un nonno...
Baci

(non scrivo, ma ci sono. E ti leggo!)

Annachiara ha detto...

Ecco, io ho le lacrime agli occhi di chi non ha mai saputo cosa volesse dire avere un nonno....

Patrizia ha detto...

ho le lacrime agli occhi!!! troppo belle le parole che hai scritto è vero è difficile salutare qualcuno per sempre ... io non ho mai avuto un nonno che mi potesse raccontare le sue storie, ma sono contenta perchè il mio piccolo ha un nonno meraviglioso che gli racconta tante cose!!!
Patrizia
p.s. ti ho scoperta solo questa mattina per caso, ma da adesso continuerò a seguirti

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