martedì 20 novembre 2007

Ritorno alla capanna (dello zio Tom)

All'uscita dall'ufficio ho deciso di regalarmi una breve passeggiata per il centro cittadino già vestito a festa, cosa di cui dopo le ultime settimane trascorse di corsa tra ospedali, studi medici e farmacie, avvertivo decisamente il bisogno. Un'ora di vetrine, pensieri sfusi e frivolezze. Svago puro, insomma. Evidentemente però la mia mente seriosa e preoccupata degli ultimi giorni ha preso il sopravvento sulla voglia di coriandoli e ha fatto sì che l'occhio cadesse su qualcosa che mi ha fatta riflettere. Percorrendo le vie del super shopping della mia città, il cosiddetto salotto buono, ho notato che ultimamente le boutiques delle firme più prestigiose si sono moltiplicate e che in quelle poche centinaia di metri ormai è tutto un susseguirsi di maisons delle griffes più stellate, roba da fare invidia alla Fifth Avenue. Naturalmente, la solita solfa: negozi splendidi, vetrine impeccabili, prezzi inaccessibili. Ma questo già si sapeva. Quello che inaspettatamente mi ha fatta pensare è stato l'aver notato che quasi tutti questi paradisi in terra hanno adesso sulla porta d'ingresso, fermo impalato e impassibile come un corazziere, un concierge, body-guard, buttafuori o come accidenti si chiama. Ovvio, mi dico, son negozi di classe, mica può entrare chiunque, ci dovrà pur essere qualcuno ad impedire l'accesso a una coppia di punkabbestia con tanto di cane o ad una casalinga con buste del mercato e calze smagliate, no? Beh, ci sarebbe da discutere. Ma può essere. Mi chiedo però come mai questi guardiani del tempio debbano essere tutti obbligatoriamente neri. Vestiti di nero, pure. Con occhiali neri, anche. Che in questo modo le danarose shoppers giapponesi russe americane australiane e comunque bianche come la neve, si sentano più a loro agio alla vista dei neri Mike Tyson che tanto ricordano la Capanna dello zio Tom? Non so. Vorrei poter pensare che gli stessi negozi a Malindi o a Pretoria abbiano sulla soglia dei guardiani biondi come vichinghi, ma ho paura che le cose purtroppo non stiano esattamente a questo modo. Accidenti.

4 commenti:

Giovanna ha detto...

e io vorrei che i corazzieri, i body guard fossero li per fermare sulla porta le bionde danarose e impellicciate e lasciassero entrare solo le casalinghe affacendate con le calze smagliate e le mani trascurate...

Maurice ha detto...

Non c'entra con il post,scusa. Mandami la tua email per la crostata.

Anonimo ha detto...

ma sai,è un bel vedere,qui ce ne è uno proprio vicino al mio ufficio,un armadio in ebano,anch'esso di nero vestito..nero,su nero,spiccano denti e camicia.
Valeria

cocozza ha detto...

Accidenti sì!
non ho più parole
ciao cocozza

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