lunedì 2 novembre 2009

Paura

In autobus è impossibile non ascoltare le conversazioni altrui, soprattutto quando parlano proprio accanto a te ed hanno un'età che tra non molti anni sarà quella di tua figlia. Ti incuriosisce sempre guardarli, osservarli, i gesti, le movenze, vedere che per molti aspetti non sono poi diversi da come eri tu alla loro età, mentre per altri li senti lontani anni luce. Un lui ed una lei, amici, liceali, intorno ai sedici anni, curati, carini. Lui le chiede cos'è successo poi l'altra sera. Le non sa, non ricorda, era in botta, ricorda solo dei flash. Lui le chiede se aveva bevuto molto, lei risponde tre birre, lui dice che non era poi molto. Poi le chiede se dopo la birra ne aveva presa, lei risponde di sì, che non ricorda niente di ciò che è successo dopo, solo degli sprazzi, quando ha cominciato a calare, che non sa cosa ha fatto né come ha fatto a tornare a casa. Lui ridendo dice che allora lo chiederà a Matteo, magari lui se lo ricorda. Ride anche lei. Poi vanno avanti, devono scendere alla prossima, un noiosissimo lunedì mattina di scuola li attende. Non si accorgono di quella donna di mezz'età che resta seduta, immobile, lo sguardo perso nel vuoto. E' una madre terrorizzata.

12 commenti:

Laura.ddd ha detto...

Terrore è la parola giusta. E' quello che prende anche me, di fronte a quello che hai descritto, che purtroppo è cosi'...normale?!
Come difendere i nostri figli?

Elena ha detto...

sento questo terrore vivo come credo lo sia per te...aiuto!

mammamanga ha detto...

oddio...
terrore allo stato puro...

Raffa ha detto...

Mi posso aggiungere alla lista delle madri terrorizzate? formiamo un club di quelle che iniziano a sudare freddo e si sentono svenire quando il pediatra racconta che inizialmente in vaccino anti-papillomavirus lo avevano pensato dai 14 in su, prima dell'avvio dell'attività sessuale, e poi hanno dovuto abbassare il tiro fino a 11?
Quelle che vorrebbero improvvisamente cambiare vita e portare l'allegra famigliola a fare i guardiani del faro su un'isola deserta?
Raffa

Marigio ha detto...

Mio figlio di anni ne ha 15, ancora la sera non esce. Spero che quando incomincerà a lasciare il nido ,abbia giudizio.Avendo vissuto il dramma di una famiglia, nostri conoscenti, dove il figlio con la droga ha distrutto se stesso e la sua famiglia.Speriamo gli serva da lezione...

passionemaglia ha detto...

Anche io faccio parte del club "mamme terrorizzate".
Temo che l'unico strumento che abbiamo per difendere i nostri figli sia l'amore, unito alla tesdardaggine di cercare sempre e comunque il dialogo. Di non scoraggiarci (proprio per via dell'amore) davanti ai musi e ai silenzi.

Gallinavecchia ha detto...

@ tutte - benvenute nel club dunque... e grazie della solidarietà, mi sento un po' meno paranoica ;)

francesca ha detto...

Terrorizzata ed impreparata, per ora i miei bimbi sono ancora piccoli, ma cosa si vede e si sente in giro come si fa` a non esserlo!
Francesca

santin ha detto...

Io alla loro età vedevo ancora i cartoni animati...ti ho detto tutto...

wwm ha detto...

OMIODIO.

pietrificata dalla paura...

Mammamsterdam ha detto...

Posso dire una cosa? a quell'età a delle semplici festicciole scolastiche c'era chi con due bicchieri di vino si ubriacava fino a vomitare, poi giravao le canne, e chi voleva e ne ho avute un paio, anche l'eroina. Poi, ve lo ricordate, noi cresciute nei tardi anni '80? Sebtivi amiche scafate che riferivano di una festa in cui: "non ho mai visto tanta cocaina in una volta sola".

Ci dobbiamo terrorizzare solo noi? e le nostre madri, che quando avevamo 16 anni noi era appena uscito "noi i ragazzi dello zoo di Berlino"?

Quello che voglio dire è che una percentuale di rischio c'è sempre e comunque (c'è sempre stata), ma parlandone in casa, allevando i nostri figli dandogli attenzione, rispetto e fiducia, ci vuole già un pochino più di sfiga per finirci dentro.

E comunque i bambini e i ragazzi più fragili che per pure sfiga entrano nel vortice, quello possiamo solo incrociare le dita.

Insomma rilassiamoci e continuiamo a fare del nostro meglio.

VerdeSalvia dalle colline di Firenze ha detto...

La mia piccolina è di là che dorme abbracciata al cane di pezza, e tra 4 o 5 anni potrei non sapere dove e con chi è? Magari a sballarsi come i due del bus e migliaia di loro coetanei? Il cuore non mi regge... Ma quando la ragazza, che non sapeva come ha fatto a tornare a casa, a casa c'è arrivata, non c'era nessuno a vedere in che condizioni era? E non ditemi che magari sarà tornata alle 4, a qualsiasi ora ci si alza e si controlla! Attenzione, ci vuole un'attenzione ed un'ascolto ossessivi, alle amicizie, ai cambiamenti, all'alimentazione, a tutto. E con tutto questo, non sarà mai abbastanza!
Dani

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