martedì 17 novembre 2009

L'intervista

Bellissima giornata autunnale, mite, soleggiata. Il tempo ideale per fare un po' di giardinaggio e piantare i bulbi che da diversi giorni aspettano con fiducia nei loro sacchetti. Scaverò i buchini e li metterò a dormire nei loro letti umidi e bui in attesa che il primo sole di primavera li faccia decidere a mettere il naso fuori. E cercherò di scrollarmi di dosso questo leggero velo di malinconia che mi ha incupita un po'. Ho ritrovato dopo tanto tempo quel nastro dove diversi anni fa, un pomeriggio che io e la pulcina, allora treenne, decidemmo di giocare all'intervista, registrammo le nostre voci. Il gioco, che poi ripetemmo un altro paio di volte, consisteva nel mio intervistarla, con tanto di microfono, chiedendole di raccontarmi cosa aveva fatto all'asilo, cosa le piaceva mangiare, se mi raccontava una fiaba o mi diceva la filastrocca di Natale appena imparata a memoria, e lei che tutta impettita rispondeva e chiacchierava senza freni, tenendo tra le mani quel microfono fucsia del registratore di Barbie come vedeva fare in tivù, beandosi un mondo del suo nuovo ruolo di star. Lei stessa ha ritrovato il nastro, mi ha chiesto cosa fosse e naturalmente ha voluto subito ascoltarlo. E' stato buffo sentire quella vocina che usciva fuori dallo stereo, mentre la decenne di adesso rideva alle cose strampalate dette da lei stessa un bel po' di tempo fa. Ho riso e mi sono anche commossa, ma purtroppo mi sono accorta che non ricordavo più la sua voce. Ricordavo perfettamente il pomeriggio in cui incidemmo il nastro, noi due sedute sul divano, l'atmosfera, i colori, forse anche i nostri abiti. Ma non ricordavo più il suono della sua voce: quella piccolina che chiacchierava al microfono poteva essere chiunque. Ho riconosciuto il suo modo di parlare, alcune sfumature particolari, le risatine, ma la voce l'avevo dimenticata. Penso che sia assolutamente normale, soprattutto in una famiglia dove non ci sono filmini da riguardare e riascoltare e dove quindi non si ha l'abitudine a rivedersi come eravamo con voci e movenze, ma ci sono rimasta male lo stesso. Avrei pensato che una mamma si dovesse ricordare ogni minima inflessione della vocina della sua bimba, anche dopo anni. Non è stato così e credo di dover metabolizzare questa delusione nei confronti di me stessa. Adesso basta lagne però, mettiamoci a scavare e guardiamo di seppelire nel terriccio insieme ai bulbi anche questa stupida malinconia, che a primavera si trasformerà in un tripudio di colori. Magari proprio per la festa della mamma.

4 commenti:

francesca ha detto...

E` successo anche a me di non ricordare voci ma anche caratteri del viso, che riemergono solo con le vecchie foto, ma e` una bella senzazione, con un pizzico di malinconia ma bella!
Francesca

LA CONIGLIA ha detto...

...che cosa strana...ma immagino sia normale...mi icordo lo stupore di una mia amica mamma di un seienne al momento dell'episodio che quando vide suo figlio appena nato in un video mise subito la mano verso la pancia e mormorò 'ma mio figlio non poteva esser così piccolo...' forse quando sei mamma col tempo ami e vedi tuo figlio per com'è e quello che era un pò sbiadisce, nascosto dall'immagine forte che si crea giorno per giorno avendolo affianco...non so se mi sono spiegata bene, se non ci son riuscita, perdonami!

chiara ha detto...

Sai che io ho nostalgia dei mie pulcini quando erano ancora più pulcini di adesso!
Riguardo le forìto e vorrei passare un giorno ancora a coccolarli..
Che buffi i ricordi spesso fanno piangere.
Io devo potare , credo, si fa in questo periodo?
E cambiare vaso a delle piaante troppo cresciute per starci in quello vecchio?

Gallinavecchia ha detto...

@ Chiara - beh, il mio pollice non è propriamente verde... diciamo verdastro ;) così ti dico quello che so, ma prima di procedere ti consiglio comunque una ricerchina sul web relativa ai tipi di pianta che ti interessano, perché per ogni pianta ci sono regole specifiche da seguire. Comunque in genere il periodo migliore per potare è l'inverno, quando la pianta è a riposo. Per il rinvaso vanno bene sia l'inizio primavera che l'autunno se non è troppo freddo.

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