martedì 13 ottobre 2009

L’esame di quinta

Un pomeriggio come tanti, al ritorno da scuola. Merenda, poi i compiti. Sto attraversando il soggiorno in direzione della portafinestra per andare in giardino a stendere i panni appena usciti dalla lavatrice, mentre la pulcina studia seduta al tavolo da pranzo che, c’è poco da fare, preferisce sempre rispetto alla sua scrivania solitaria al piano di sopra. Sta recitando le poesie che deve imparare a memoria per il giorno dopo. La ascolto distrattamente. Poi, improvvisamente, mi immobilizzo. Riconosco fin troppo bene la prima delle due. Sorrido. Quanti anni sono passati da quell’esame, meglio non contarli. Adesso non si fa più l’esame in quinta elementare, ma se lo facessero ancora non gli farebbe mica male a questi bambini di adesso. Sostenere una prova fa crescere, fa maturare, fa sentire più consapevoli delle proprie capacità. Si dice che nella vita gli esami non finiscono mai, ma mi chiedo quando comincino. E pensare che io l’ho fatto anche in seconda. Comunque, quei versi mi hanno trasportata indietro nel tempo, un flash-back di un attimo, ma ero lì, nell’aula della scuola Matteotti allestita a sede di esame, la nostra sezione esaminata dal maestro della classe accanto e la nostra maestra ad esaminare i suoi allievi. Insomma, una cosa alla buona, tanto per non fare favoritismi, in mancanza dei cosiddetti membri esterni. Un esame semplice, certamente, ma che agitazione che c’era nell’aria. E come ricordo bene l’attimo di puro terrore quando una compagna di classe, mentre eravamo sedute in attesa del nostro turno, mi chiese quale fosse la poesia che avevo scelto per l’esame. Sorpresa, angoscia, paura. La poesia! Non l’avevo preparata. La lista delle ricerche e dei temi da portare all'esame l’aveva presa mia madre e chissà com’era andata, non mi aveva detto che dovevo anche imparare una poesia. Non erano giorni facili quelli per noi, eravamo sole io e lei in quegli anni, lei già così maledettamente rapita dal suo terribile male e io in fondo solo una bambina. Così, chissà come, la poesia mancava all’appello. Dovevo escogitare velocemente qualcosa. Le mie compagne di classe facevano a gara a chi l’aveva imparata più lunga, tutte lì a contare i versi, la mia è più lunga della tua, la mia è molto più difficile, mentre io, molto semplicemente, non avevo nessuna poesia. Ero terrorizzata. Poi ricordo bene che volai alla mia cartella rossa, tirai fuori il libro di italiano ed iniziai a sfogliarlo velocemente. Lo sguardo mi cadde su una poesia. Perfetto, dissi, è lei. La memoria non mi ha mai tradito, e a quell’età era certamente migliore, la lessi velocemente e la imparai in un battibaleno. Quando arrivò il mio momento e il maestro mi chiese la poesia, io, tutta impettita, la declamai. Lui alzò la testa dal registro dove stava scrivendo qualcosa, mi guardò sorpreso, incredulo, poi scoppiò in una fragorosa risata. Brava, disse sorridendo, una poesia così all'esame di quinta non l'avevo mai sentita. Doveva essersi stancato di sentire tutte quelle poesie interminabilmente lunghe, chissà. So solo che Ungaretti mi salvò in corner, e l’esame fu superato brillantemente.

Soldati

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Giuseppe Ungaretti

6 commenti:

Sandra ha detto...

mamma chioccia, sai che sei il mio mito, vero???
Grande! Ungaretti!
Che bei ricordi.. la quinta elementare.
Un abbraccio profumato d'autunno, solo per te

enza ha detto...

compagne di doppi esami elementari e di ricordi, a quanto pare.
le tue riflessioni non solo sono le mie, le emozioni si riflettono come in uno specchio e mi sembra di cadere.

LaGolosastra ha detto...

Grazie (di cuore) a Enza che mi ha condotta qui...
Anch'io non avevo preparato la poesia. Stesso momento di panico.
Poi ho attaccato con "La quiete dopo la tempesta", ben consapevole che ne sapevo a memoria solo un pezzo.
Il destino ha voluto che la cara Suor Ilva (da Vicopisano) mi fermò proprio al momento giusto dicendo "basta così, cara!".

Knitaly ha detto...

Un mito!

astrofiammante ha detto...

io invece arrivo da FB-Cri alias golosastra e mi sono letta questi ricordi con simpatia....anche se non ricordo poesie ;-)) ciao!

beta ha detto...

... una poesia che ho sempre amato ... tanto da parafrasarla in un post abbastanza recente... ma non l'ho scoperta in 5^ (ma mi ricordo l'ansia dell'esame di 5^!)

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