mercoledì 13 febbraio 2008

Mio

Chissà se anche i meneghini la pensano allo stesso modo sulla madunina e i romani per il Colosseo. Io so solo che ti sento mio, che tutte le volte che il mio sguardo cade sulle tue pareti curve e rosee sorrido senza accorgermene, che quando la tua lanterna fa capolino tra i tetti mentre il bus sfreccia veloce o i miei piedi percorrono le stradine del centro mi sento protetta e riparata dalla tua mole, come il gigante buono del Carosello della Ferrero di quand'ero bambina. Eppure questa città che a volte odio ma che alla fine amo con tutta me stessa ne ha tanti di simboli, ma il Ponte Vecchio, il David e la Torre di Arnolfo li lascio ai turisti e alle loro macchine fotografiche spianate ad ogni angolo di strada. Tu invece ti sento mio, chissà mai perché. Forse perché quando da piccina ho varcato per la prima volta la tua soglia con la mia mamma non mi sono sentita intimidita ma accolta, quando ancora si poteva entrare liberamente e pregare se se ne aveva voglia o solo stare un po' seduti e lasciar correre lo sguardo tutto intorno mentre alle narici arrivava quel vago odore di secoli, incenso e candele. Perché quando da ragazzina ti ho scalato in quattro e quattr'otto per emergere poi nel cielo e nel sole mi sono sentita in cima alla città, in cima al mondo, il mio. Perché quando la picci ti ha scalato per la prima volta pochi giorni fa mi ha detto che sei davvero bello, che le scale erano ripide, che in cima c'era tanto vento, che ha guardato negli occhi gli angeli dei tuoi affreschi e che mamma nella cripta c'erano tombe a gogò e non ho potuto trattenere una risata. Perché tra le tue mura ho avuto la mia Cresima, fatta da grande e proprio per questo ancora più bella perché bello è stato il suo percorso, la messa in discussione, il senso di ricerca dentro e fuori di me. Perché nonostante tu abbia visto passare di tutto, dai muli ai cavalli, dai carretti alle carrozze, dalle prime vetture ai torpedoni di giapponesi, dagli autobus alle migliaia di scooters e forse anche una tramvia, tu sei sempre lì, bello e fiero, mi guardi, ti guardo e, oggi come allora, ti amo.

11 commenti:

Monique ha detto...

anche io adoro il tuo cupolone, il mio Duomo non mi fa lo stesso effetto, non so perchè..

mammachioccia63 ha detto...

è una città bellissima e fai bene ad amarla, io non amo in egual modo milano. mammachioccia63

Gunther K.Fuchs ha detto...

nella vita ci sono dei punti di riferimento che con il tempo cambiano alcuni rimangono ed è piacere stargli a guardare... e una fortuna averli

Suysan ha detto...

Io in quanto romana sento le stesse sensazioni per il cupolone di san Pietro, il colosseo sarà anche il simbolo di Roma ma non mi fa lo stesso effetto....anche io ricordo quando da piccola sono salita in cima al cupolone...ora non si puo farlo piu

Cassandra ha detto...

Mhhhh non credo che Milano possa essere amata come Firenze... la città che vivo è un insieme di tracce, Firenze ha conservato un disegno unico.
Sarà difficile da vivere, come tutte le città, ma lascia un'indentità, che entra nelle ossa...

giulia ha detto...

Mi hai fatto tornare in mente tutte le volte che sono stata sotto alla sua ombra!!!! Ora che ho meno tempo le giratine in centro sono moooolto rare, ma quanto è bello gironzolare per i vecchi vicoli stretti stretti e poi emergere nelle nostre meravigliose piazze?
Un bacione giulia

S.B. ha detto...

Il cupolone è sempre il cupolone :-)

Bibi ha detto...

sì io per la Madunina sì. e guai a chi me la attacca :))
Bibi

billo ha detto...

è bello anche solo passare in autostrada e vederlo da lì....
io adoro firenze, è la città più romantica del mondo.
billo che ha avuto un attacco di sindrome di stendhal agli uffizi e che ha mandato una cartolina del david al suo ex con su scritto "meglio un uomo di marmo che uno di m...." e che ha preso per mano il suo futuro amore irlandese e che ci ha portato in gita il coinquilino....

Anonimo ha detto...

E io che non ho niente?!! Per vedere qualcosa di bello devo farmi 200 chilometri e andare a Venezia. Cosa posso dire io? Sono stata battezzata nel Duomo di San Saniele. Però alle elementari ci portavano "in gita" a visitare un prosciuttificio!!! (anche questa è cultura. a modo suo...)
Michi

laFrancese ha detto...

Anche a me fa questo effetto
io vivo in provincia e quando da lontano riesco a intravederla ecco, il sorriso che dicevi tu, appare anche sulla mia bocca. O dal centro, scorci che non mi sono più molto abituali, mi sorprendono.
Secondo me è l'opera in se che suscita questo bel sentimento.
Lei, la grande cupola,"Structura si grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire chon sua ombra tutti e popoli toscani" (LBA) è unica, mite, grandiosa e umile.

Condivido il tuo sentimento

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin