venerdì 13 febbraio 2009

Prove d'orchestra

E’ bastato socchiudere la finestra, quando ancora fuori c’era pochissima luce, per sentirli. Gli orchestrali sono arrivati anche quest’anno. Ancora non sono molti ed erano lì che provavano ad accennare qualche nota, per vedere se il suono debba essere affinato, se lo strumento funziona ancora bene, o magari debba essere tirato a lucido. Insomma, per il concerto c’è tempo, ma ascoltare le prime note di un’ouverture mi ha fatta sorridere e restare dietro al vetro per un po’, immobile, a osservarli svolazzare indaffaratissimi tra i rami degli alberi del nostro vicino, mentre un giovane merlo coraggioso ha deciso di spingersi fino al mio lastricato, per beccare con gran soddisfazione le briciole che avevo fatto cadere ieri sera quando ho scosso la tovaglia. Già, anche se le temperature ancora non sono molto d’accordo, i primi segnali ci sono tutti e quando l’orchestra inizia a provare sappiamo che non manca poi molto a quelle mattine luminose, cariche di fiori e profumi. Così ci si bea di questi piccoli segnali, gli uccellini, i bocci della camelia, le microscopiche foglioline verdi delle ortensie. Niente di meglio in questi giorni un po’ opachi, dove galleggio tra preoccupazioni, feste di Carnevale, stupende pagine di Marley che mi fanno tornare una gran voglia di prendere un cane, biancheria da stirare e una torta salata da infornare di corsa. Nulla di eccezionale, la solita routine, tranne che per un piccolo, lieve concerto udito per magia alle prime luci dell’alba.

1 commento:

Maurice ha detto...

Anche alle mie latitudini ho sentito qualche strumento accordarsi. Ma, secondo certi vecchi, mancano ancora quattro nevicate alla fine dell'inverno. Buon San Valentino (e vacci piano).

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