martedì 15 luglio 2008

Il giubbottino da finocchietto

Vagando per saldi ci si imbatte in un giubbottino da uomo proprio carino, blu scuro, tecnico, trendy e molto scontato. Si pensa al proprio marito e si decide che gli starebbe proprio bene. Si pensa che tra una settimana ricorre il tredicesimo anniversario del nostro fatidico sì e si pensa che il giubbottino sarebbe un regalo perfetto per uno che non si compra mai nulla, che lamenta la mancanza di un giubbottino blu e che dice di aver bisogno di un aggiornamento al guardaroba. Si acquista il suddetto giubbottino e lo si regala al proprio marito, fregandosene dell'anticipo di una settimana perché conoscendolo bene sappiamo che con una probabilità del novantanovepercento avrà da ridire sul materiale, sul colore, sulla pesantezza, sui polsini, sulle tasche e financo sulle cerniere, onde per cui l'eventualità di un cambio incombe con la stessa certezza che tuoni e fulmini presagiscono un temporale. Si guarda il marito aprire il pacco e iniziare ad avere da ridire sul materiale, qui dentro ci faccio una sauna non traspira per niente e secondo me non tiene neppure la pioggia, sul colore, dici che è blu scuro ma secondo me è nero, sulla pesantezza, troppo pesante per adesso troppo leggero per poi, sui polsini, non si chiudono bene quando vado in scooter mi entrerebbe il vento nelle maniche e mi gonfierei come un pallone, sulle tasche, vedi che il mio portafoglio ci entra a fatica e mi fa un bozzolo sul petto, e financo sulle cerniere, le hanno fatte grigie ma non ci stanno granché bene. Tutto preventivato, non ci si dovrebbe sorprendere più di tanto, ma ci si sorprende lo stesso, e ci si resta pure un po' male, anche se ormai ci abbiamo fatto il callo. Poi arriva la stoccata finale non preventivata, che trasforma quel novantanovepercento in un centopercento. Non mi piace, è un giubbottino da finocchietto. Si richiude il tutto nella busta, si procederà al cambio come da copione. Con un'unica variante, si cambierà il giubbottino con una giubbottina per la sottoscritta. Che giammai si pensi che vesto mio marito come un finocchietto. Che da ora in poi se lo andrà a rinnovare da solo il suo guardaroba.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

il tuo galletto é nato dal medesimo uovo del mio ...

qui non ci piove

Lady Z.

Maurice ha detto...

Finocchietto nel senso di sanbabilino pariolino & Co, o finocchietto nel senso di pffiii con la manina moscia?
Ad ogni buon conto, ad un rozzo del genere basta regali!

LA CONIGLIA ha detto...

galli o conigli che siano mi sa che la misca è sempre la stessa...ho ancora sullo stomaco una camicia da ben 70 euri (UNA CAMICIA!) che giace immota nell'armadio del coniglio, che sostiene essere troppo fru fru perchè ha il colletto alla coreana...(io gliel'ho presa perchè l'ho vista addosso ad un modello...e altro che fru fru!!!!!!!!)

Moky ha detto...

Era un po' che non commentavo, ma oggi proprio DEVO... io ormai ho perso ogni speranza di riuscire a comprare qualcosa che: piace, e' della misura giusta, del colore giusto... basta perdere tempo con LORO, concentriamoci si di NOI!!

Gallinavecchia ha detto...

@ Maurice - dalle mie parti finocchietto significa una cosa sola, manina moscia o fru-fru che dir si voglia! ;-)

giulia ha detto...

Ma non è che è gemello del mio? perché è tale e quale!!!! Ormai ho rinunciato a comprargli le cose di mia iniziativa... Gianluca non è di molte parole, ma basta vedere la faccia che fa e si capisce cosa pensa... Quindi ho andiamo insieme o lui compra e io rimborso. Poco romantico e non mi piace per niente, ma dopo 16 anni mi son stufata di quella faccetta, che mi fa sempre tanto male!!!!
ma che donne meravigliose siamo che nonostante amiamo? Un bacio gallina :* giulia

Alianorah ha detto...

Prossima regola da applicare: abolire regalo marito. Ci pensi su? :-)

oldhen ha detto...

Io ormai ho quasi 29 anni di matrimonio alle spalle ed ho imparato quasi subito a comprare i regali solo per me. Sposina gli ho regalato un maglioncino con lo scollo a V colore giallo neonato, come si usavano una volta nei corredini, lui con tanta gentilezza mi ha detto che lo avrebbe messo ma si sentiva una lampadina al neon... quello è stata l'ultimo capo di abbigliamento che gli ho regalato. Da allora ognuno si compra con soddisfazione quello che gli pare e ci facciamo i complimenti per il buon gusto... E continuiamo ad amarci :))

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