martedì 22 dicembre 2009

Delirium tremens

Ho un magone terribile, un’arancia piazzata a metà della gola che non si sposta di un millimetro. Non va né su né giù. O magari è una melagrana, che in questi giorni fa anche più chic, visto che su blog e riviste è tutto un tripudio di risotti e bavaresi con chicchi di melagrana. Dev’essere il trend culinario del momento. Comunque, nel mio caso, arancia o melagrana che sia, il suo ruolo lo svolge benissimo. Sta lì bella piazzata in posizione strategica e in certi momenti fa intervenire anche i rinforzi, lacrime pungenti come spilli che sgomitano per riuscire ad affiorare nei miei occhi. E ogni tanto ci riescono. Come oggi pomeriggio quando sono andata in ospedale a trovare mio padre e son crollata come una scema in mezzo al parcheggio o come quando due giorni fa ho saputo che quelle nuvole minacciose sul fronte professionale di mio marito si stanno definitivamente trasformando in una tempesta. Ma sì, proprio quello che ci vuole a pochi giorni dal Natale, che già di per se è un periodo che mi risveglia sempre tristezze e malinconie, figuriamoci adesso. Mi immergo nel delirio assoluto di questi giorni e faccio le ore piccole confezionando pacchetti tra carte e nastrini che non ne vogliono sapere di arricciolarsi o imprecando in mezzo ad altre decine di persone inviperite che aspettano invano un bus da tre quarti d’ora, cosa per la quale non si può neppure dare la colpa alla neve perché colei, così coreografica e sorprendente, così come è arrivata se n’è anche già andata. Combatto da giorni dentro di me per capire se sia il caso o meno di partire lo stesso qualche giorno per le nostre sospirate vacanze, e mi accorgo che in ogni caso la voglia mi è comunque già passata. Mi sento sopraffatta dagli eventi e vorrei potermi raggomitolare sul divano e restar lì, a guardare il pettirosso fuori dalla finestra e non far niente. Soprattutto non pensare a niente. Melagrana permettendo.

4 commenti:

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

Condivido pienamente melagrane, cause e concause. Le mie scendono forse un pò meglio, aiutate da qualche goccia... Condivido anche la non voglia di partire, ma NOI lo sappiamo che se ci forzeremo poi staremo bene, tutti. Pensiamo alle nostre ragazze. Ci forziamo sempre a fare per gli altri cose che non ci va di fare, per una volta saremo noi le beneficate dal nostro sforzo. PARTI!!!! e quando tornate i nostri mariti potranno mettersi in società: un bel banchino di trippaio? Butta via....
Sister

silvia ha detto...

da una pagina al'altra sono finita qui. ho letto un pò su e giù. ho sorriso tristemente alle parole badanti, assistenti, magone. vero è che la barca nella quale navighiamo percorre gli stessi mari. ma perchè ho l'impressione che alcuni più di altri debbano remare? in bocca al lupo per tutto e per tutti. ps mi è sembrato di entrare in casa tua, non potevo non dirti che ero passata.

miciapallina ha detto...

In grande parte condivido le tue nubi e il tuo magone mi è caro e conosciuto.
In questo momento più che mai vorrei conoscerti davvero per offrirti un grande abbraccio in cui diluire un po gli affanni.
Ti voglio bene.
Sei nei miei pensieri
nasinasi

Moky ha detto...

Ho fatto una "scorpacciata" di tutti i post che non avevo letto..
Condivido l'opinione di chi ti dice di non evitare la vacanza. Abbiamo tutte bisogno di cancellare per qualche giorno il peso delle responsabilita', i sensi di colpa, la tristezza, il senso di impotenza...

Auguri, anche da una "estranea" a 10mila chilometri di distanza!

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