martedì 1 dicembre 2009

Sabbie mobili

Scrivo, scrivo, scrivo. E’ tutto il giorno che aspettavo il momento in cui mi sarei seduta davanti a questa tastiera e avrei cominciato a scrivere, lasciando andare le dita alla rinfusa, come un pianista quando suona ad occhi chiusi, saltando da una lettera all’altra senza un ordine, senza una traccia da seguire, per liberare tutto quello che mi circola dentro da qualche giorno, che è esploso così, improvvisamente, lasciandomi svuotata da ogni energia e riempita di troppa malinconia. E rabbia, pure , quella non manca davvero. E preoccupazione, ma sì, mettiamoci pure quella, che io dico, dico, ma alla fine mannaggia a me non son mica fatta di pietra. Tanto tuonò che piovve, avrebbe detto mia nonna, ed in effetti quel che sta capitando adesso era matematico che sarebbe accaduto, solo il quando era l’unica incognita. Mio padre in ospedale, sperando che qualcuno possa capirci presto qualcosa. Camminava e non cammina più. Muoveva le mani, afferrava gli oggetti, come te e come me, ed improvvisamente le sue mani tremano e basta, e non è solo paura. Mia madre chiusa in quelle quattro mura, tra il letto, la sedia a rotelle e quella televisione sempre accesa che serve soltanto a far da colonna sonora alla disperazione. Io che ad ogni pensiero mi faccio fagocitare da un ricordo, che isso le barricate per non farmi travolgere, che piango, litigo e scalcio per rendermi conto amaramente che così facendo riesco solo a sprofondare ancora di più. Allora improvvisamente mi arrendo, sventolo bandiera bianca e mi apro, come una stella marina a braccia e gambe aperte sulla superficie del fango, volto il viso di lato e respiro. Resto immobile. Respiro. Non sprofondo più.

8 commenti:

passionemaglia ha detto...

Coraggio.
Stringi i denti.
Ci sono passata anche io.
Resisti.
Per la pulcina, per te e per il galletto.
Un abbraccio

francesca ha detto...

Un abbraccio.
Francesca

Wennycara ha detto...

Ti sono vicina.
Un abbraccio,

wenny

Laura.ddd ha detto...

Brava: inspira la forza e la serenità ed espira le preoccupazioni e la rabbia. Coraggio.

Lenny ha detto...

ti sono vicino.
Un abbraccio

Lenny

PaolaFrancy ha detto...

No, non sprofondare. Non devi.
Non sei il tipo ... ne sono sicura.

Un abbraccio, paola

miciapallina ha detto...

Non puoi sprofondare Gallinella.
Ci sono tutti i nostri pensieri e l'energia che ti mandiamo a tenerti su.
Coraggio.
Resisti.

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

Mi basta la foto in apertura di post: è quella giusta.
Oggi mia sorella (anagrafica) sbattuta a casa.
Sopravviveremo anche a questo, isn't it?
Dammi notizie quando sai qualcosa.
Ti abbraccio,
Sister

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