giovedì 22 gennaio 2009

Il cuore speciale

Di cuori ce ne sono tanti, belli e pieni d’amore, perché se dentro non c’è l’amore, mi si perdoni, allora non sono cuori, sono organi vuoti, pezzi di carne messi lì. I cuori invece, sono tutt’altro. Cuori che battono come cavallini al galoppo dentro la gola quando finalmente senti il telefono squillare e sai che sentirai la sua voce. Cuori che scaldano un cucciolo impaurito con le carezze e i sussurri più dolci. Cuori che sognano ad occhi aperti quando guardano un’alba o una goccia di rugiada e si accorgono di come la vita sia molto più di ciò che sembra. Cuori che baciano e stringono e arruffano e trattengono colui che fino a ieri era un bambino e adesso, eccolo lì, che sta già sbattendo le ali in attesa del suo primo volo. Cuori che traspirano e si fondono nelle mani di un giovane che aiuta qualcuno che giovane lo è rimasto solo nei pensieri. Cuori che pregano e implorano, in silenzio, di nascosto, per la paura che anche solo una parola possa infrangere una speranza. Poi ci sono cuori diversi, i cuori speciali, dove l’amore trabocca ed esce dal sentiero tracciato che lega una madre ai suoi figli, un uomo alla sua donna o un vecchio ai suoi ricordi, e decide di andare a portare l’amore anche a qualcuno che non conosce, solo per il fatto che ne ha tanto bisogno. Medicinali, una minestra calda, una parola di conforto. Uno di questi cuori speciali si chiama Cuore di Maglia. E’ un cuore di mamma, ma anche di donna, di moglie e di amica, che ha deciso di dedicare quell’amore che tracimava dal suo cuore a quei bimbi così piccini da stare in una mano, che chissà come la cicogna ha deciso di portare a spasso prima del tempo. Questo cuore speciale ha deciso di usare la sua passione per la maglia, infondendo in ogni dritto e in ogni rovescio tutta la tenerezza di una mamma, creando copertine, scarpine e cappellini piccini picciò per quei bimbi che lottano nella penombra della terapia intensiva. Chi l’ha aiutata a suon di maglia rasata e grana di riso, chi ha provvidenzialmente donato la lana, chi ne ha scritto e chi ne ha parlato. Io credo che di una cosa così bella non se ne parli mai abbastanza, così, visto che con i ferri purtroppo non ci so fare, ho deciso di scriverne, e chissà che qualche visitatore del pollaio non decida di smettere di sferruzzare quelle noiosissime sciarpe che tanto non porta mai nessuno per mettere sul ferro il primo punto di una tenerissima copertina. Lei ne sarà felice, io pure.

7 commenti:

diamanterosa ha detto...

Adorandoti, resto, nominandoti ufficialmente MIO personale Ufficio Stampa. Grazie, grazie, grazie.



Ma che magone, Sandra.
L.

Anonimo ha detto...

Che bellissimo post!
grazie:)
Isa

Suysan ha detto...

Avevo già letto di questa iniziativa ma purtroppo non so tenere neanche i ferri in mano...ma col cuore le sono vicinissima!!

piattinicinesi ha detto...

molto bello, oprattutto il fatto che un pomeriggio tra amiche a coltivare un hobby possa diventare qualcosa di utile per qalcun' altro.

beta ha detto...

Ho già lasciato segno del mio passaggio là, da lei... ho letto con commozione anche il tuo post (perchè da amica... vera... hai saputo farti coinvolgere... nel modo a te possibile). Grazie, è sempre bello lasciare che le tue parole facciano strada dentro di noi ed evochino pensieri e riflessioni. Un abbraccio, Beta.

Knitaly ha detto...

Sono senza parole, ma cosa importa quando le tue hanno già detto tutto! Ti abbraccio forte.
Cristiana

wwm ha detto...

sono andata a vedere il blog e letto per bene dell'iniziativa. E' stupenda.
Io sono davvero davvero negata, ma faccio io miei sinceri complimenti e "passoparola"!

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