mercoledì 17 settembre 2008

Un giorno speciale

La scuola è ricominciata e anche quest'anno non avrei rinunciato per nulla al mondo a svegliarti, perché il risveglio del primo giorno di scuola è diverso da tutti, c'è quel misto di eccitazione e timore che te lo farà ricordare a lungo. Non avrei rinunciato ad esserci, che se anche ci sono sempre, è vero, esserci nei momenti speciali vale un po' di più e mi fa sentire più vicina e più mamma. Non avrei rinunciato ad accompagnarti a scuola, sbrigati è tardi, e tu che fili via impettita sul marciapiede mentre il grembiule blu ti svolazza intorno alle gambe e ti trascini dietro lo zaino nuovo versione trolley che finalmente risparmierà la tua e la mia schiena dalla fatica di portare tutto quel peso ogni giorno. Il cortile è gremito, sorrisi, saluti, chiacchiere, le foto di rito e poi la campanella che richiama tutti all'ordine ma che invece scatena il caos con i bidelli che cercano di non fare entrare i genitori e poi desistono, del resto è o non è un giorno speciale. Così m'infilo anch'io con te su per le scale, una fiumana di bimbi, genitori, voci e risa, e penso mestamente che magari l'anno prossimo mi chiederai di non farlo, che in quinta non si arriva in classe con la mamma. Così approfitto della mia forse ultima occasione ed entro in classe con te, saluti alle maestre, quelle vecchie e quella nuova, una bella foto con la compagna di banco. In bocca al lupo tesoro e un ultimo abbraccio. Anche stavolta il groppo alla gola non si fa attendere e un paio di lacrime scivolano via furtive, ormai è diventata una regola e non mi faccio cogliere impreparata, kleenex in tasca e occhiali da sole pronti da inforcare, anche se di sole ce n'è poco e le nuvole si rincorrono veloci. Uscendo getto uno sguardo ai cancelli accanto, quello della materna e quello del biennio, il tuo primo giorno d'asilo sembra ieri e quello di prima elementare un'ora fa. Mi accorgo che il tempo sta passando troppo in fretta, ma chi cavolo si è permesso di allargare il buco alla clessidra che la sabbia sta scivolando via senza che nemmeno me ne accorga. O forse sì, me ne accorgo anche troppo bene e non so come fare, così evito di pensarci, ma adesso proprio non mi riesce amore mio. Ti vedo già grande e tra poco lo sarai per davvero e se potessi farmi dare un passaggio da Emmett Brown sulla mitica DeLorean vorrei poter tornare indietro di qualche anno per approfittare un po' di più di tutto quello che c'è stato tra te e me in questi nove anni e passa, dai biberon di latte alla prima volta in bicicletta, da quando volevo ordinarti una dentiera perché a quasi quattordici mesi non si vedeva nemmeno un dentino a quando mi dettavi le letterine per Babbo Natale perché non sapevi ancora scrivere. Mi sa che mi dovrò accontentare di riguardare un po' di fotografie e, come sempre, il tempo continuerà la sua corsa e noi con lui. Tu sarai sempre meno pulcina, io sarò sempre più vecchia gallina. Ma l'essermi fermata un attimo a guardare indietro, oggi, mi ha fatta stare meglio e le lancette, a ben guardare, forse si sono fermate davvero, almeno un pochino. Del resto, è un giorno speciale.

8 commenti:

Brikebrok ha detto...

che bello questo tuo post, il tempo passa e lo vediamo passare intensamente quando abbiamo bambini.
Purtroppo i miei vanno alla scuola francese, rigidissima, terribile, secondo me e non ho potuto entrare in classe ...

wwm ha detto...

Bello...
Chissà come sarà il primo giorno di scuole di SuperT...Sono già commossa...

Alidiluna ha detto...

Come comprendo queste tue emozioni..
i pulcini crescono..
Ali

S.B. ha detto...

Anche io ho accompagnato la mia piccolina al primo giorno di scuola. Ma era proprio il primo giorno: scuola Materna :-)

miciapallina ha detto...

La pulcina sarà sempre la tua pulcina... e tu sarai sempre la GAllina.
Lo vedo da come mi comporto io con mia mamma, che mi struggo di tenerezza a guardarla, mi secco perchè per lei sono sempre ninnichitta e mi annichilisco (a 43 ani? ebbene si!) se mi sgrida!
Che bello questo tuo post!

nasinasi

enza ha detto...

è sempre un'emozione e diventa un'emozione per gli ex pulcini quando si laureano e il papà ti guarda stupito e chiede "ma ieri ti ho accompagnato alla materna"

Anonimo ha detto...

Dev'essere uno strazio "abbandonarli" a qualcuno che insegna loro cose diverse da quelle che insegni tu, sapere che possono imparare anche senza di te... ma poi, quando vengono a raccontarti tutto entusiasti, cambi idea, in fondo vengono a dirlo prima a te, e... insomma... ci si deve abituare, ma c'esta la vie ;-)
Baci!
Ruben

Moky ha detto...

Sempre speciale... presto diventeranno adolescenti e noialtre conteremo sempre meno (almeno superficialmente...). Se si potessero congelare i momenti piu' belli e riviverli... le foto e i filmini non rendono mai a sufficenza... un fazzolettino da qua per te!!

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