sabato 12 settembre 2009

Quarantaquattro (gatti)

Eccoli qua, ci sono proprio tutti. Stamattina appena mi sono alzata li ho trovati tutti lì ad aspettarmi ai piedi del letto, acciambellati, addormentati, intenti a fare il pane o a fare le fusa, ma erano comunque tutti lì, tutti e quarantaquattro, che quando ho pensato a questo numero è stato talmente automatico ricordarmi della canzoncina dello Zecchino d’Oro della mia infanzia che ho deciso che oggi, così, tanto per cambiare, compio i gatti anziché gli anni. Anche perché un po’ gatta in effetti a quest’età credo di esserlo diventata davvero, un filo più sorniona, più indipendente e pure un pochino più furba, finalmente direi, che per i bischeri ‘un c’è paradiso come si dice da queste parti. Insomma, nata indubbiamente cane, fiduciosa e fin troppo bonacciona, ma diventata con il tempo, con l’età e con le mille musate battute a destra e manca, anche un po’ più scaltra. Beh, perlomeno lo spero. Così, stamani me li son trovati tutti lì intorno questi quarantaquattro gatti e li ho ascoltati tutti, che ognuno aveva qualcosa da raccontarmi, con un sorriso, una smorfia o una lacrima. Ho ascoltato il gatto dei calzettoni bianchi traforati e i sandalini Giglio, mentre svelta pedalavo sul viale con la mia biciclettina arancione e mio nonno mi aspettava su una panchina leggendo il giornale. Son stata a sentire il gatto di quel giorno buio in cui i miei si separarono e non capendo bene cosa mi stesse succedendo di lì a poco mi ritrovai a far da madre alla mia stessa mamma. C’era quel micio che mi diceva di quel cucciolino color del miele che una mattina d’inverno infilai nella tasca del mio cappottino bianco per dare l’inizio ad una meravigliosa storia d’amore. Ho riso ascoltando il gatto del compito di matematica passatomi dall’amica secchiona all’ultimo secondo e copiato così velocemente da non accorgermi di star copiando anche delle incognite x y in una prova con solo a b, il che la dice lunga sulla mia passione per i numeri. Ho chiuso gli occhi mentre parlava il gatto del mio primo bacio, ricordando come al posto delle tanto decantate campane io sentissi solo il galoppo impazzito del mio cuore. Il gatto del mio matrimonio mi ha fatta sorridere al ricordo di un giorno speciale programmato fin nei minimi dettagli per mesi e mesi, consumatosi poi in troppo poco tempo, lasciandomi con un abito da riporre per sempre e un po’ di nostalgia. Mentre il gatto del mio pancione faceva le fusa socchiudevo gli occhi al ricordo di quei calci dentro di me che mi tenevano compagnia mentre ascoltavo la ninna nanna di Jovanotti e pensavo a come sarebbe stata la mia bambina quando fosse arrivata e a quanto sia buffo il fatto che adesso sono io che molto spesso avrei voglia di prendere a calci colei che è diventata l’amore indissolubile della mia vita. Li ho ascoltati tutti, uno ad uno, e se anche qualche graffio questi gatti a volte me l’hanno dato, non ne vorrei cambiare neppure uno. Così, li tengo tutti con me, in fila per sei col resto di due, e mi auguro un buonissimo, felicissimo quarantaquattresimo gatto.

9 commenti:

Valeria e Marco, ovvero i Filibustieri ha detto...

Moltissimi auguri per questi splendidi quarantaquattrogatti di vita piena!!!
un abbraccio con tutto il cuore
:o)

Marigio ha detto...

Tanti auguri!!!
Un abbraccio Marigio.

Anonimo ha detto...

Auguri, quarantaquattrovolteauguri!
Ciaociao Domenica!

wwm ha detto...

AUGURI AUGURI AUGURI AUGURI!!!!!

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Auguri di tutto cuore

Alex

Suysan ha detto...

Quarantaquattro tirate d'orecchie....e TANTI AUGURI!!!!!

miciapallina ha detto...

Auguriiiiiiiiiiiii!!!
che siano solo i primi 44 meravigliosi gatti di questa tua meravigliosa vita!
meowwwwwwwwwwwwwww

Sally ha detto...

Meglio un gatto oggi che un topo domani... :o)
Tanti auguri Gallina, e buon autunno al pollaio. ;o)

Gallinavecchia ha detto...

@ tutti - Grazie, grazie, grazie :)

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