mercoledì 27 agosto 2008

Addio

Stamani lo guardavo mentre bevevo il caffè e pensavo tristemente che alla fine non ce l'ha fatta ad aspettare il nostro rientro a casa ed è spirato in silenzio mentre eravamo ancora in esilio. Aveva una settantina d'anni che, se non sono tantissimi per noi umani, lo sono invece per gli albicocchi e infatti il giardiniere quando è venuto a constatarne il decesso, dopo aver detto che un albicocco così grande non l'aveva mai visto, ha confermato che la causa è stata sicuramente la vecchiaia. Aveva finito il suo ciclo, come capita a tutti prima o poi, ma ciò non toglie che mi mancherà terribilmente. Mi mancherà la sua chioma alta e folta che ci schermava e ombreggiava nelle giornate estive, le migliaia di foglie gialle che in pochi giorni ricoprivano il giardino trasformandolo in un tappeto dorato, i frutti grossi come arance che dovevamo cogliere armati di palo telescopico e cestino sperando che i merli non fossero venuti a banchettare prima, la fioritura bianca e improvvisa come una nevicata a segnalare che la primavera era arrivata. Domani verranno in tre per tagliarlo e portarlo via e anche se con molta probabilità le sue radici resteranno per sempre sepolte nel mio giardino, ho già deciso che in un momento di distrazione dei giardinieri mi approprierò di un rametto, piccolo e magari e un po' storto, che custodirò gelosamente nel cassetto dei ricordi e me ne dimenticherò. E proprio per questo sarà meraviglioso quando ritrovandomi tra le mani quel pezzetto di legno rinsecchito riaffioreranno improvvisi i ricordi. Di quando visitai per la prima volta quella casetta con giardino in compagnia dell'agente immobiliare e lo scambiai per un platano. Di quando mi sedevo sul muretto sotto ai suoi rami e cullavo la pulcina per farla addormentare. Di quando il gatto dei vicini si arrampicò in cima e non voleva più scendere. Di quando lo guardavo e in silenzio gli dicevo ti voglio bene.

11 commenti:

enza ha detto...

io con te non so come fare.
qualsiasi cosa possa scrivere nel mio commento sembrerebbe banale e scontata tanto da avere la tentazione di pregarti di ripiantare un altro albero di albicocche nel tuo giardino, proprio perchè tu possa accompagnarlo con un addio così alto tra altri 70 anni.

LA CONIGLIA ha detto...

...commozione

Anonimo ha detto...

:))))
una delle cose più buone che ho mangiato in vita mia sono le albicocche appena colte, calde di sole.....
***scusa l'italiano, ma sono cotta e non ne trovo uno migliore***
billo

johnny says ha detto...

un minuto di silenzio.....

S.B. ha detto...

che peccato :-( Però la prossima primavera potresti piantarne un altro così quel pezzo di giardino sarà il posto dell'albicocco :-)

Anonimo ha detto...

io amo gli alberi. tutti. e in questo momento sento che la tua tristezza si affianca alla mia. in montagna la peperina abbracciava tutti gli aberi grandissimi...l'abbiamo fatto anche noi. fa bene a noi e agli alberi. baci a te e alla pulcina. mammina

Anonimo ha detto...

Le belle immagini ti accompagneranno...e adesso accompegnarenno anche noi!
Grazie!
Mammagò

Maurice ha detto...

Un'idea (non so se funziona, però): impiantane un altro ed innesta un rametto del deceduto. Se va, avresti sempre una discendenza.
Certo che è triste.

alianorah ha detto...

Se vuoi ti mando uno dei miei cachi. Non ho il coraggio di tagliarli ma sono talmenti bruttini...e non mi piacciono nemmeno i frutti :-)

sandra ha detto...

Sarebbe troppo chiederti un rametto di quell'albicocco?
Di sicuro ha dentro di se l'amore che gli avete dato per tutti questi anni, e di amore non ne abbiamo mai abbastanza.
Un abbraccio cara

fux ha detto...

Anch'io a lutto stretto!
Assolutamente sì... ripiantarne un altro!
francesca

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