lunedì 12 maggio 2008

Uffa

Uffa di questa casa che non è la mia, della polvere, dell’essere fuori dal mondo senza internet né telefono, cosa che non sopportano più neppure all’Isola dei Famosi. Uffa di non poter usare il pc perché è accatastato tra la tv e il divano e il Galletto perderebbe la concentrazione dai suoi amati film di tarda sera, così che mi ritrovo a scrivere queste parole con la vecchia penna che scivola sulla carta tenuta un po’ sbilenca sulle mie ginocchia piegate sul letto, illuminata dall’abat-jour mentre le palpebre si fanno pesanti. Uffa degli sproloqui di Sgarbi che urla come un fruttivendolo al mercato mentre Travaglio non si scompone e richiede garbatamente l’intervento della neuro-deliri, che avrebbe sicuramente il suo bel daffare se intervenisse per davvero. Uffa del toto ministri, del governo ombra e di quello in pieno sole, tanto continueremo ad arrivare a fine mese con sempre maggior difficoltà. Uffa dei soliti discorsi, fatti tanto per riempirsi la bocca, quando indipendentemente dal fatto che siano bianchi, rossi, neri, verdi, a pois o perfino a quadretti Vichy basterebbe solo che fossero onesti. Uffa a questa ristrutturazione del pollaio che si allunga all’infinito neanche fosse l’Opera del Duomo, misure sbagliate, muri storti e modifiche su modifiche, mentre un’altra stagione sta passando e le mie azalee stanno sfiorendo lontano dai mie occhi e dal mio cuore. Uffa al cambio degli armadi fuori casa e accorgersi che non si è portato poi tutto e che le sneakers della picci sono rimaste imballate al cantiere insieme a sacchi a pelo e zaini che a Gennaio non pensavo certo potessero servirci e che invece adesso si rendono indispensabili per l’imminente campo scout della pulcina. Uffa a queste giornate troppo piene, troppo stanche, troppo veloci, che la sera non ricordo neppure cosa ho mangiato a pranzo. Uffa. Che parola simpatica però, che fa bene anche solo a pronunciarla. E se fa bene, diamoci dentro per bene allora. Uffa, uffa e riuffa.

5 commenti:

De kokende mamma ha detto...

No, ti prego, non dirmelo. Proprio adesso che ci siamo resi conto che forse è meglio far fare tutto a un'impresa e a fine settimana dobbiamo decidere, sento solo storie di ristrutturazioni tragiche e famiglie accampate e tubi che perdono e allagano il parquet appena messo.

Sono troppo fragile, qualcuno che mi dia anche buone notizie non c'è? ti prego tu che ci sei in mezzo da un po', dimmi almeno una cosa che va bene da sé.

Mammamsterdam

Moky ha detto...

Uffa uffa uffa... a volte fa bene dirlo e ridirlo, come hai fatto tu. E' terapeutico, come un pianto al momento giusto...

ruben ha detto...

Se poi pesti i pedi e stringi i pugni rende di più ;-)

Ci sono e non ci sono, ma ti penso. Baci!

Maurice ha detto...

Forza e coraggio, che la vita è un passaggio. Ancora poco... e poi dovrai rifare il controtrasloco, pulire tutto, rimettere tutto a posto, comprese le azalee o quello che ne sarà rimasto.

koala ha detto...

Coraggio, sei bellina con il broncio, ti immagino tutta scarmigliata e offesa. Non essere a casa, con le proprie comodita' sconvolge un po' ma , coraggio, deve finire prima o poi!!!
Bacini

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