venerdì 16 maggio 2008

La medicina più bella

Vorrei con tutto il mio cuore che chiudesse per mancanza di clienti. Sarebbe bello ma, purtroppo, impossibile. Le malattie non guardano la data di nascita, l’età non importa, e colpiscono anche i bambini. Così, anche se nessuno vorrebbe mai dover posare lo sguardo su di un bimbo malato, devono esistere anche gli ospedali pediatrici, come quello che ho visitato qualche giorno fa con la picci. Niente di grave grazie a Dio, solo una visita specialistica di routine, ma chissà quanti cuori di bimbi sofferenti e intimoriti e di madri preoccupate e affrante che si nascondevano dietro tutte quelle porte e finestre. Pensavo a loro mentre aspettavo la nostra chiamata e riflettevo che se un posto così deve purtroppo esserci per forza, tanto vale che non sia solo efficiente come già lo era da tanti anni quello vecchio nel cuore della città, ma che sia anche bello, grande, colorato e divertente come lo è questo nuovo, inaugurato da pochi mesi nel verde della periferia cittadina, così grande da sembrare lui stesso una piccola città. Mentre percorro i corridoi il mio sguardo oltrepassa immense vetrate che mi proiettano tra prati e alberi secolari, ai muri grandi quadri dai colori allegri e vivaci, angoli-gioco dappertutto, animatrici sedute ai tavolini che intrattengono i bimbi a colpi di Uno, Lego e battaglia navale, perfino una maxi libreria per bambini ed altri negozi ancora in costruzione. Dall’alto piovono iridescenti bolle di sapone che i bambini cercano di acchiappare come fossero farfalle e alzando gli occhi vedo che una coppia di clown ne sta soffiando a centinaia dalla balconata, mentre da un corridoio laterale arrivano due musicisti e le tv a circuito chiuso trasmettono cartoni animati incessantemente. Che bello sarebbe se tutto si fermasse a questa girandola di colori e allegria, senza che dietro ad un muro o in cima alle scale dovessero esistere sale operatorie e terapie intensive. Poi guardo questi bimbi giocare e penso che se anche solo per un attimo tutto ciò riesce a strappare un sorriso ad un bimbo malato e gli accende negli occhi una scintilla di gioia, questo equivalga a un piccolo passo avanti verso la lotta, la sfida e la guarigione. Così sorrido e inizio anch’io a battere le mani a tempo con la musica. Grazie. Grazie dal cuore di una mamma.

4 commenti:

cocozza ha detto...

Purtroppo è proprio così stare vicino a un bambino in ospedale è troppo doloroso per una mamma e gli ospedali pediatrici purtroppo sono pieni però sicuramente aiuta il gioco la musica i colori un sorriso una mano tesa
ciao cocozza

Maurice ha detto...

Quando ci si mette il cuore e la buona volontà le cose funzionano.
Splendido questo tuo post (con le lacrime agli occhi).

Anonimo ha detto...

Ed io virtualmente, mando un bacio grande grande a Fabio, clown per Amore dei bimbi malati...un abbraccio da un'amica. Emi.

ruben ha detto...

Da quando è nato Antonio, non riesco più nemmeno a pensare che i bambini possano soffrire, sto troppo male. E mi piacerebbe fare del volontariato, ma solo al pensiero di entrare in certi reparti mi vien da piangere.
Un bacio

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