martedì 22 febbraio 2011

Grazie Venezia

Venezia è unica, magica, speciale, altrimenti non sarebbe Venezia, e nonostante nella mia vita ci sia già stata spesso, ogni volta che ci torno mi lascia di stucco, abbacinata, stupefatta, come davanti ad un prestigiatore che tira fuori l’ennesimo coniglio dal cappello e ti chiedi sempre come abbia fatto. Mi basta solo uscire dalla stazione per farmi venire i brividi, il non imbattersi in colonne di taxi e autobus rombanti, come in tutte le altre stazioni del mondo, ma trovarsi davanti a quella bellissima strada fatta semplicemente di acqua. Di acqua e di silenzio. Il sole che rimbalza sulle piccole onde create dai vaporetti, gente che cammina, ponti, tetti, piccioni e gabbiani. Non riesco mai a continuare a camminare, mi fermo sempre sulla scalinata di Santa Lucia, immobile, e mi guardo intorno. Mi devo guardare intorno. Capire che sì, sono davvero a Venezia. Stavolta accanto a me c’era mia figlia, che vedeva per la prima volta questa fantastica città fatta di strade d’acqua e di magia ed anche lei è rimasta di stucco e si è fermata sulle scale. Doveva farlo, era dentro di lei, doveva capire Venezia. E’ stato bello riscoprirla attraverso i suoi occhi, fermarsi insieme a guardare ogni cosa, i cappelli dei gondolieri, i nomi delle calli, le vetrate delle chiese. Abbiamo percorso la città in lungo e in largo, i luoghi più famosi e quelli sconosciuti, mangiato tartine con radicchio e acciughe in un simpatico bistrot e guardato la laguna da una delle terrazze più famose del mondo, pregato sotto le volte dorate della Basilica di San Marco e riso a crepapelle mentre inseguivamo tutte le maschere che ci capitavano a tiro, debitamente mascherate pure noi. Bello, bello tutto, anche il Ponte dei Sospiri inscatolato nei restauri dipinti di cielo e le miriadi di bancarelle colorate che riempiono ogni centimetro come cavallette. E mentre il cielo violaceo del crepuscolo ci accompagnava lentamente verso il nostro treno ho visto che i suoi occhi brillavano come stelle. Lei mi ha ringraziato per questo regalo inaspettato. Ma adesso sono io che ringrazio Venezia.

5 commenti:

Pandora ha detto...

L'aria che respiri a Venezia è unica, come unica è Lei, aggrappata a quella laguna che da sotto se la sta mangiando è un esempio miracoloso di tenacia e di ciò che di Bello può fare l'uomo...rubare mare per costruire meraviglie. Anche noi eravamo in piazza San Marco domenica, se fra le tue foto trovi una coppia di veneziani vestiti con abiti d'epoca oro/neri ed una bimba vestita da principessa...beh ci siamo sfiorati fra i mille giapponesi che con il loro candido sorrisetto da cartone animato ripetevano come una litania "one more picture please" e stupiti e meravigliati vagavano fra le meraviglie che un mondo intero ci invidia.

PaolaFrancy ha detto...

è da molto ch non ci vado...l' ultima volta è stato proprio in occasione di un carnevale.
devo tornarci, perchè da lontano venezia è triste. mentre quando ci vai cambia (secondo me)

paola

p.s. sei tu quella della foto??? :)

Walter ha detto...

Bellissime parole, nelle quali riconosco emozioni e sentimenti che mi accompagnano ogni giorno vissuto in questa città

Gallinavecchia ha detto...

@ Pandora - noi c'eravamo sabato, quindi non credo ci siamo potute sfiorare, anche se mi piace lo stesso pensarlo :)

@ Paola - sì, sono io, riflessa in una vetrina, ma tra maschera e macchina fotografica sono decisamente ben camuffata ;)

DaniVerdeSalvia ha detto...

Tre anni fa ho portato Claudia a Venezia a sorpresa, senza dirle niente, lei sapeva solo che stavamo andando a Gardaland. Ha realizzato solo quando siamo saliti sul battello, e da allora è stato un incontenibile indimenticabile entusiasmo: come al solito vivere le cose con lei da un'altra visione di tutto!

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