mercoledì 15 dicembre 2010

La letterona

In genere sono i bambini che scrivono a Babbo Natale, compilando quelle belle e spesso lunghissime liste di beni squisitamente materiali, che spaziano dalle biciclette alle bambole, dai videogiochi alle inossidabili Barbie per arrivare a nutriti eserciti di Gormiti e lettori Mp3 di ultima generazione. Dai bambini ci si aspetta questo, e loro chiedono senza ritegno. I desideri degli adulti sono generalmente un po’ diversi, si chiede del tempo, un po’ di tranquillità, meno smog a soffocare il mondo, più cultura per tutti e soprattutto che un colpo di bacchetta magica faccia sparire per sempre tutti i cattivi da questa terra. Naturalmente, sottoscrivo tutto. Sia il sacrosanto desiderio dei bambini di trovare sotto l’albero tanti pacchetti da scartare che quello dei loro genitori di vivere in un mondo migliore. Stamani mi sono svegliata anch’io con il desiderio di scrivere una letterina, ed è tutto il giorno che una divertente lista si va allungando nella mia mente. Il guaio è che si tratta di una lista da bambini, piena zeppa di cose tangibili, concrete, da toccare o anche solo da sognare, ma vere e reali, banali o preziose e tutte assolutamente, splendidamente materiali. C’è un paio di Interactive marroni, un timer da cucina che vien voglia di mangiarlo, dei guantini viola, un chiama angeli in argento anche se non sono incinta, un bel paio di jeans come dico io, il nuovo profumo di Zara al gelsomino bianco, la dresscode di George Gina & Lucy, l’abbonamento a Vanity Fair, una piastra per capelli che funzioni davvero sulla mia indomabile criniera, Il Cimitero di Praga di Umberto Eco, una Nespresso grigia anche se sprovvista di George, un nudo di Pomellato, La Caduta dei Giganti di Ken Follett e un weekend a Londra. Beh, credo che più che letterina la si debba chiamare letterona, ma il solo pensarla mi ha aiutato a sorridere e a rivedere un po’ di quei colori che tutti questi giorni di buio mi avevano fatto dimenticare. Non credo che niente di tutto ciò giungerà mai sotto il mio albero, ma non è questo che importa. Mi sento più terrena, più umana ed anche più bambina. E questo, invece, importa.

2 commenti:

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

... e se la Nespresso ti arriva corredata dal bel George, manda pure qui sul poggio, che a me il caffè mi rende nervosa!

viola ha detto...

sEGUO IL TUO BLOG, E HAI AVUTO GIORNARE DURE, DURISSIME. E' PERO' MOLTO BELLO, CHE NONOSTANTE I DOLORI CHE LA VITA A VOLTE CI INFLIGGE, TU SAPPIA ANCORA RIMANERE SOGNATRICE. LA BIMBA CHE FORTUNATAMENTE C'E' ANCORA IN TE E' SPUNTATA FUORI E RECLAMA ATTENZIONI E REGALINI. uN FORTE ABBRACCIO....TIENI PURE LA NESPRESSO, MA MANDA GEORGE!

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