mercoledì 1 dicembre 2010

Sold out

Ogni anno mi sembra che il Natale arrivi prima. Praticamente è un lampo. L’inizio della scuola, la pioggia, le foglie gialle, dolcetto o scherzetto e poi non fai in tempo a voltarti che le vetrine sono già addobbate a festa e in televisione passano gli spot dei panettoni. Ed io come al solito non sono pronta. Quest’anno meno di sempre. Sono talmente in corsa e piena di pensieri rivolti a questa necessità che incombe e di cui ancora non vedo la fine, che non ho neppure il tempo per soffermarmi sui magoni che l’arrivo del periodo natalizio normalmente mi provoca. E questo è senz’altro un bene. Però questo semplice sfiorare l’ambaradan prenatalizio che mi circonda, senza potermici soffermare a dovere, senza assaporarlo ma intuendone solo lontanamente il profumo, mi fa sentire strana, come se osservassi tutto attraverso un vetro un po’ appannato. Guardare ma non toccare. Vorrei poter pensare e pianificare tutti i piccoli grandi progetti del Natale, le sciocchezze, le frivolezze e le cose più sensate. Dal tipo di abito da far indossare all’albero quest’anno, ai regali da comprare, alla creazione di una nuova ghirlanda per la porta, ai biglietti di auguri da spedire, quelli fatti di carta e busta, che secondo me gli auguri che arrivano per posta con tanto di francobollo e scritti in bella hanno ancora tutta un’altra poesia rispetto ai freddi sms da mandare con l’invia a tutti approfittando della tariffa superscontata del gestore telefonico di turno. Eppure non ci riesco. Il calendario che urla dalla parete che siamo ufficialmente arrivati al count down dicembrino mi mette ansia, ma ciononostante non riesco a trovare un buco di spazio libero nella testa per pensare anche a questo. La platea è piena, e pure la galleria. C'è un bel cartello appiccicato con il nastro adesivo, sold out, tutto esaurito, riprovare più tardi. Speriamo perlomeno che si liberi qualche posto prima del venticinque.

1 commento:

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

Anche io quest'anno son molto più proiettata verso il campeggio a luglio che per l'imminentissimo Xmas Day. L'altra sera piangevo, pensando all'ennesima giornata di inenarrabile tristezza, io, mammeta, sister on the chair, questa povera creatura nonchè il marito che si devono sciroppare ogni anno la stessa storia.
Che voglia di fuga in un paese mussulmano, scintoista, buddista...

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