venerdì 17 aprile 2009

Work in progress

Qualcosa bolle in pentola, questo è poco ma è sicuro. Molte cose insieme, direi, praticamente un minestrone, di quelli della nonna, dove se ne approfittava per ripulire il frigo e la dispensa dagli avanzi, ma sì mettiamoci anche questo, che quel che non ammazza, ingrassa. Ma il coperchio è ben chiuso, sebbene qualcosa ovviamente si respiri nell’aria, si dica, si mormori, si vociferi. Cioè, a dirla tutta il cambiamento in ufficio ci è già stato annunciato qualche settimana fa, non preoccupatevi perché le cose non potranno che andare a migliorare, ci saranno cambiamenti, modifiche, nuovi ruoli e chissà cos’altro, saprete tutto al momento opportuno. Momento che si sta avvicinando a passi da gigante, e ogni ora arriva un nuovo ho sentito dire, secondo me, credo che. Come al solito la verità starà nel mezzo e se anche non saranno tutte rose e fiori penso che ci saranno anche i risvolti positivi, l’importante sarà restare a bordo, perché quando da una nave ci si trasferisce a bordo di un’altra mentre si è in pieno oceano c’è sempre il rischio di scivolare e di finire in mare, magari senza neanche il salvagente. Ma forse sono io che la vedo troppo nera. Fatto sta che per una come me, che anche quando ha una torta che cuoce nel forno non può stare ad aspettare il drin del timer ma va a sbirciarne la cottura ogni due minuti, è difficile star tranquilla ad aspettare gli eventi, soprattutto quando all’orizzonte ci sono ancora quelle nuvole basse e non si riesce a capire se le previsioni meteo annuncino una bonaccia o un fortunale. Così, tesa e piena di incertezze, butto nella pentola anche gli altri lavori in corso, che tutto fa brodo. Ci infilo le bomboniere della pulcina che sera dopo sera, anche se farei meglio a dire notte, stanno lentamente prendendo forma; ci butto il libro che sto leggendo che si sta rivelando un vero toccasana per il mio umore, facendomi scoppiare a ridere nei momenti più inconsueti, come stamattina in bus quando mi hanno guardata come si guarda una pazza; ci metto il cambio degli armadi iniziato e lasciato a metà che in camera da letto sembra scoppiata una bomba; ci aggiungo pure la ricerca del sacco a pelo perduto, che da un paio di giorni avviene a tarda sera nel pollaio, per adesso senza esiti, anche se entro stasera sarà bene che l’oggetto scomparso venga ritrovato perché la pulcina domattina deve partire per il campo scout di primavera e senza il sacco a pelo la vedo dura. La pentola seguita a bollire. Io ci ho messo dentro tutto quel che avevo. E speriamo che, quando il coperchio finalmente si solleverà, il fatto che la gallina vecchia faccia buon brodo non sia solamente un proverbio.

8 commenti:

thecatisonthetable ha detto...

Ma quanto è bello quel libro!!!

Ah, io lo amo, Ammaniti!

:-)

LA CONIGLIA ha detto...

speriamo speriamo...io sono con te!
P.S.
si il libro è stupendo!

Valeria e Marco, ovvero i Filibustieri ha detto...

io incrocio le dita perché il brodo venga ottimo!
il libro è piaciuto molto anche a me (anche io lo amo, Ammaniti, come Cat), ma attenzione Gallina, non è che faccia ridere proprio fino all'ultimo!

Maurice ha detto...

I giochi di san Giorgio? Buona caccia!

Suysan ha detto...

Mi sembra che nonostante tutto il minestrone sia ben fatto

inutile ripeterti che il libro è bellissimo!

Mammagiramondo. ha detto...

Sei troppo forte!!

marco ha detto...

Il brodo di gallina non mi piace...forse perche da piccolo mia madre lo faceva spesso e poi mi toccava anche mangiare la gallina... :-D
Però il tuo blog è simpatico...

fux ha detto...

Grande Coccodè!
Stai lavorando per la pulcina? Ma io ricordo cose arancioni....
Non vedo l'ora di vedere il lavoro finito.
Avvisami, eh!
Ciao.
Franci

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