martedì 14 aprile 2009

I giorni di Pasqua

I giorni di Pasqua sono uno spiffero, un colpo di vento. Ti distrai un attimo, e son già passati. Non come le feste di Natale, che quando arrivi a Santo Stefano sei ancora lì che te la godi in attesa di San Silvestro e il sorriso non ti abbandona neppure a Capodanno perché dietro l'angolo c'è ancora la Befana. No, i giorni di Pasqua sono niente di più che un misero fine settimana lungo, ma il fatto che passino così velocemente non mi convince mai, mi lascia sempre un po' di amaro in bocca e la sensazione che mi abbiano defraudato di qualcosa. Così lo sguardo cade al calendario e malgrado il venticinque Aprile quest'anno cada di sabato, mi rincuoro all'idea del ponte del primo Maggio che non è poi così lontano. Per far cosa, poi, non si sa. Visto che ho appena trascorso una Pasquetta chiusa tra le mura domestiche dall'alba al tramonto, tenuta in ostaggio da una montagna di panni da stirare che avrebbe fato impallidire Messner, minacciata di morte da svariate lavatrici e da un cambio armadi che dovevo fare ma che come da classicissimo copione non sono riuscita neanche a incominciare. Il Galletto dice che sono troppo lenta, che ci metto una vita a far tutto, che dovrei organizzarmi. Al di là del fatto che non faccio altro che correre, ci sta che abbia ragione, che sia una questione di organizzazione, me se non sono riuscita a farlo nei primi quarant'anni e spiccioli della mia vita, dubito che ci riuscirò adesso. Comunque, in quei piccoli spiragli tra un colpo di detersivo e uno di aspirapolvere, sono riuscita anche a farmi fare una sessione completa di parrucco, che quando ce vò ce vò, e ce voleva proprio, a passare un paio d'ore nel verde mentre la Pulcina e sua cugina partecipavano al consueto appuntamento con la caccia alle uova, tradizione del ramo americano della famiglia che mia suocera organizza perfettamente ogni anno, a condividere un pranzo pasquale ricco di chiacchiere e risate e a dare il benvenuto in casa mia a una nuova orchidea bianca screziata di viola che è una meraviglia. Insomma, sono giorni brevi come uno spiffero o un colpo di vento, ma io di sicuro li ho farciti bene.

3 commenti:

Moky ha detto...

Cara Gallina, ho letto i tuoi post in un respiro. Come al solito, comunque.
La Pasque e' veloce, pur avendo un significato piu' profondo, piu' intenso del Natale. Ma non ha la magia del Natale, hai ragione. Forse perche' e' piu' facile celebrare la nascita di un bambino che la sua morte e resurrezione...

Per quanto riguarda la montagna di roba da stirare, credo di aver battuto tutti i record mondiali, infatti nel libro dei Guinness sotto la voce "pile di cose da stirare", c'e' la mia foto!! Coraggio, possiamo farcela!! :)

beba ha detto...

A volte gli spifferi di vento ci riempiono i polmoni di aria fresca molto più di quanto possiamo immaginare.
E questa aria di primavera ci rigenera... anche per stirare.. ;-)

fux ha detto...

Ciao, bella coccodè!
Felice di contribuire anch'io a un bel po' di ovetti...
E le bomboniere della pulcina? Procedono?
Baci.
Franci

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