lunedì 19 aprile 2010

Il buco nero

Anche quest’anno la fiera di primavera l’ha fatta da padrona, invadendo le strade del quartiere con centinaia di coloratissime bancarelle, che sotto i raggi del sole di domenica sembravano ancora più sgargianti. Benché alla fine io purtroppo non sia una gran frequentatrice di mercati, a causa della concomitanza degli stessi con il mio orario di lavoro, ahimè, il mercatone di mezza stagione non me lo perderei per niente al mondo, anche se ieri in effetti ci sono andata molto vicina. Già, la domenica in questione era prenotata da tempo per una Prima Comunione, che tra Messa, pranzo e sollazzi assortiti rischiava di portarsi via tutta la giornata e di lasciarmi una misera mezz’ora a fine pomeriggio da dedicare ai banchi, quando ormai gli ambulanti cominciano a mettere via la roba e puoi giurarci che la tua taglia se n’è andata da un pezzo. Poi ho saputo che tra la fine della Messa e l’orario del pranzo c’era una specie di buco nero di un’ora abbondante senza programma alcuno, che gli invitati potevano impiegare a loro piacimento, per un aperitivo, una passeggiata o financo un pediluvio. La pulcina mi ha subito abbandonata per andare a giocare con la cugina, il galletto ha deciso di rientrare a casa per sistemare alcune carte e la gallina non ha potuto certamente esimersi da un tuffo tra le bancarelle del mercato. Il tempo stringeva e non ce n’era a sufficienza per batterlo tutto a tappeto come d’abitudine, ma se saputa usare bene anche un’ora poteva rivelarsi preziosa. Così è stato e, nonostante la mia mise da cerimonia molto poco adatta al pigia-pigia dei banchi, sono riuscita a tornare a casa con svariati sacchetti che chissà come erano riusciti ad incollarsi alle mie mani. Due paia di ballerine di raso usa-e-getta, nel senso che se arriveranno a termine della stagione sarà già un successo, ma così carine che sembrava aspettassero solo me. Quattro camicie femminili e sportive al tempo stesso, che di camicie non ne ho mai abbastanza e per tre eurini cadauna è andata bene che non ne abbia acquistate una dozzina. Una sciarpa estiva color tortora un po’ grinzosa e un po’ frou-frou, per le sere ventose ed i mattini croccanti. Una tuta danzereccia per la ballerina di famiglia ed un bikini a quadretti vichy per le sue giornate marine, se e quando ottimisticamente ce ne saranno visto che la parola ferie quest’anno non ci azzardiamo neppure a pronunciarla in lingua farfallina, ma tanto alle brutte c’è sempre la piscina. Ed infine una camicia button down per il galletto, di uno stupendo viola glicine, che stranamente ha amato subito anche lui. Non male per una misera ora di shopping. Non male assai per un ammanco di cassa che non arrivava a settantacinque euro. Brava io? Oh, no. E’ solo la magia del mercato.

3 commenti:

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

GRRRRRR !!!! Io me ne sono dimenticata!!!!!! Ma si può, dico, ma si può?????
Anche se sono una frequentatrice abituale del martedì alle Cascine, il Mercatone è un'altra cosa...
Promettimi che ad Ottobre me lo ricordi tu!
Complimenti per gli acquisti!
Grrrrr.....

PaolaFrancy ha detto...

ma brava si',invece! avrai anche avuto come complice la magia del mercato, ma sei stata proprio brava.
e poi e' troppo bello comprare 100 000 cose con pochi soldi. sarebbe bello averne tanti a disposizione ma ... cosi' si ha piu' soddisfazione. no?

bacio, paola

silvia ha detto...

io mi tengo alla larga dalle bancarelle che mi strizzano l'occhio... che il mio problema è il non resistere alle tentazioni! fiera di primavera ovunque questa domenica! il costumino vichy e la sciarpa stropiccia sarebbero miei...ma i mattini croccanti che meraviglia!

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