giovedì 4 dicembre 2008

Solitudine

Ogni tanto la malinconia bussa alla mia porta e, vuoi per l'educazione ricevuta o per pura solidarietà femminile, non sono capace di lasciarla fuori. Col freddo di questi giorni poi, sarebbe davvero impensabile. Non riesco neppure ad aprire un semplice spiraglio e dire no grazie non m'interessa, come quando passano i Testimoni di Geova o il venditore della Bofrost. Di fronte alla malinconia sono semplicemente disarmata e la porta si spalanca da sé, come aiutata da un colpo di vento, e a quel punto devo per forza fare gli onori di casa, prego si accomodi, dica pure. E mentre lei inizia a parlare, con quel tono triste e monocorde, dentro di me si aprono tutti i cassettini che cerco in genere di tenere ben chiusi, uno dopo l'altro come un effetto domino e in un lampo tutto affiora in superficie, su fino alla gola e agli occhi. Mi rendo conto di essere sola, un cipresso in cima alla collina. La solitudine di un dialogo che non c'è e dover tenere dentro tutte le parole che ho, che tanto non le ascolterebbe nessuno. La solitudine delle domeniche, dei pranzi e delle cene senza nessuno intorno, i nostri tre cuori intorno al tavolo e come unico ospite la tv accesa. La solitudine dei ricordi che affiorano, dell'infanzia che non c'è più, di come è stata e come avrebbe potuto essere, di quello che avrei voluto dalla mia vita e di quello che ho. La solitudine di sentirsi la cattiva di turno, quella che assegna punizioni ed elargisce rimproveri, quella che deve fare il bello e il cattivo tempo perché quando si è soli in cima alla collina il vento ci sferza dalla mattina alla sera. La solitudine del sentirsi inadatta, insicura e soprattutto incompresa. La solitudine che questo mese porta sempre con se, perché so bene che quando nelle strade appaiono le prime luci per me iniziano i pensieri bui. Così, la lascio parlare, l’ascolto, guardando le tessere di questo domino distese in terra come una strada che porta dritta al mio cuore. Quando ha finito la saluto, l’accompagno alla porta e lei, lentamente, se ne va.

11 commenti:

Il giardino di rosmarino ha detto...

Non so come,anch'io stamane mi sono alzata triste,con la voglia di piangere e nel contempo arrabbiata.E' molto bello quello che hai scritto,bello e vero.Sei troppo brava,sai veramente mettere su un foglio bianco quello che provi, con semplicità.Grazie per il permesso di aggiungere il tuo blog al mio.CIAO

NIGHTFAIRY ha detto...

La solitudine spesso accompagna le mie giornate, il buio mi inghiotte e le lacrime rigano le guance. Purtroppo non riesco a reagire come vorrei, mi chiudo ancora di più in me stessa. Forse dicembre port con sé l'esasperazione e la fatica accumulate in tutto l'anno...

Juliaset ha detto...

Hai scritto un post bellissimo, in cui mi riconosco molto. I ricordi delle domeniche passate sono una delle cose che mi intristisce di più, e infatti nel fine settimana ho i picchi massimi di paturnie...Il Natale invece mi dà serenità, anche se ho ricordi contrastanti. Ti auguro che la malinconia scompaia in fretta.

Anonimo ha detto...

Un abbraccio
Roebrta (Rupi68)

Moky ha detto...

Sara' il tempo che e' triste... chissa'. Non abbandonarti pero' a momenti cosi... se non per un momento!!

beta ha detto...

Mi perdo e ... mi ritrovo in quello che scrivi... e ti invidio (in senso buono) perchè vorrei saper mettere nero su bianco le mie emozioni come lo sai fare tu (... e sembra quasi che per te sia facile!). Un abbraccio.

LA CONIGLIA ha detto...

....e che torni il più tardi possibile...

diamanterosa ha detto...

Lo stesso per me. Uguale uguale. Tanti baci, col cuore.
L.

koala ha detto...

Meno male che viene e va. la tua descrizione calza anche con qualche mia giornata!!! Io odio l'inverno e il mio umore e' cupo come il tempo fuori. Ma basta un po' di sole per darmi coraggio.
Vedrai che passa....
Bacini

lamagagiò ha detto...

Certo che puoi iscriverti al mio Candy, anzi ti ringrazio per averlo fatto e mi dai l'occasione per dare una sbirciatina al tuo blog dove ricordo d'essere passata e di avere trovato delle affinità con lo stile di Diamanterosa di Fragole infinite che leggo giornalmente.
Mi piace ciò che scrivi e come lo scrivi.

emilia ha detto...

Lascia che la malinconia entri, si accomodi...lasciala parlare...quando mi succede la lascio naviare dentro di me cosi' che quando va via mi sento piu' leggera.
Un bacio :)

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