giovedì 13 dicembre 2007

La sciarpa

Le penne scorrevano veloci sulla carta. Quanti fogli. E quante firme. Le nostre, le loro, il notaio, il funzionario. Una mattinata volata via in un ufficio sobrio e formale, spettatori e interpreti al tempo stesso di atti e letture, ma non erano quelli degli Apostoli e neppure i Vangeli, anche se una preghiera dentro di me l’ho pure detta. Nel silenzio rotto dal frusciare dei fogli, dal fiume di parole astruse e da qualche battuta gettata lì tanto per cercare di ravvivare la scena, come quando si fa marameo ad un bimbo per strappargli un sorriso, stamattina ci siamo incatenati per altri trent’anni. Siate felici, ci hanno detto, ché una casa è sempre un assegno circolare. Oh, beh, certamente. Un bell’assegno circolare in mano alla banca per il prossimo terzo di secolo, ma sì, in effetti lo è sicuramente. Non so però come mai mi sia sentita così vulnerabile dopo, con un vago senso di timore e un’ansia infiltrante che si attorcigliava lentamente alla mia gola, come una sciarpa nuova da stringere intorno al collo in queste giornate invernali. Ripenso al nostro primo mutuo, stipulato in una ventosa giornata novembrina di diciassette anni fa. Quindici anni mi parevano un’enormità, ma la mia età, baldanzosa e spumeggiante, se ne infischiava bellamente e prendeva la vita così come veniva, senza pensarci troppo, con quella spavalderia venata d’incoscienza che si può avere solo a venticinque anni. Ce la faremo, pensavo. Ed in effetti, due anni fa abbiamo tagliato il traguardo. Non è stata una corsa facile ma neppure impossibile. Allora penso che ce la faremo anche stavolta, anche se quella gallinella coraggiosa e un po’ sbruffona non c’è più. Al suo posto c’è una vecchia gallina, che si fa mille pensieri, e poi ancora cento. Si affacciano tutti alla superficie, grigi e opachi come fuliggine, e nonostante la mia mano li ributti sotto poi pian piano tornano tutti a galleggiare nella mia mente. C’è poco da fare, stamani me ne sono resa conto pienamente, la spensieratezza è finita da un pezzo. Ha lasciato il posto alla maturità. O forse dovrei dire saggezza?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

il mutuo mi fa esattamente questo effetto. mio marito è uscito felice perchè "abbiamo" una casa, secondo lui. io gli ho risposto che per molti anni ancora la casa è della banca. e non ci son santi sto pensiero non mi abbandona.....
Bibi

thecatisonthetable ha detto...

E pensare che io, a 32 anni, vedo la clessidra svuotarsi alla velocità della luce... e sento che se non lo faccio ora, non lo potrò fare mai più... Grazie, della ventata di possibilità che hai fatto entrare qui dentro...

Anonimo ha detto...

Ma auguri da una che per cxampare fa mutui..nel zxenso che è il nostro lavoro,ed è vero una casa è sempre un assegno circolare,ah se lo so!!!
Auguri e ancora auguri!
Valeria

Suysan ha detto...

Anche a me il mutuo di quindici anni sembrava lungo e poi invece è passato in un attimo..........quello di trentanni passera in due attimi......
AUGURI!!!!!!

Gianluca ha detto...

Ho la fortuna di non aver mai fatto mutui, solo rate per i mobili e un piccolo finanziamento.
Comprendo i pensieri e le preoccupazioni.

LA CONIGLIA ha detto...

Mio padre quando l'anno scorso ha finito di pagarlo ha cambiato lavoro e si è iscritto pure all'università...Credo che ti capisca perfettamente...Eio...chissà se mai avrò una casuccia mia :(

cocozza ha detto...

Auguri per la casa goditela al meglio ormai non c'è persona che non ha un mutuo per la casa, il guaio è per chi non lo può fare,(credimi sono tanti)
AUGURI DI TUTTO E PER TUTTO
cocozza

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