giovedì 23 settembre 2010

Tra i due litiganti

La moglie di un mio collega ha letto un libro. E fin qui verrebbe da dire niente di strano. Il fatto è che la lettura di questo libro, di cui non voglio neppure sapere il titolo o l’autore, e se qualcuno di azzarda a dirmelo mi metterò le mani sulle orecchie canticchiando al tempo stesso, a suo dire le ha cambiato la vita. E di conseguenza a tutti quelli che le stanno intorno. Dal giorno in cui ha letto l’ultimo rigo di questo illuminante volume, è infatti diventata vegana. Rigorosamente e assolutamente. Niente più carni, uova, pesce, latte, formaggi e qualsiasi altro alimento di origine animale. Premesso che ognuno è libero di nutrirsi come vuole, di sfondarsi di Nutella e di BigMac o di non nutrirsi affatto, sopravvivendo con pallide zuppe di miso e vagonate di germogli di soia, la cosa mi ha parecchio intristita, ricordando i superbi manicaretti che la persona in questione riusciva a produrre quando ancora non si era imbattuta nella fondamentale lettura. Mai come il dolore che ha provato il povero marito però, gran buona forchetta tra l’altro, che dopo aver sposato una cuoca provetta si è improvvisamente ritrovato a doversi cucinare la bistecca di nascosto sul balcone. L’amore non finisce certo per non avere più qualcuno con cui condividere gioiosamente un tacchino farcito o un tiramisù, ma sicuramente è stato messo a dura prova. Nel mio piccolo, ogni tanto cerco di alleviare la sofferenza del pover’uomo spacciandogli porzioni di coniglio alle olive o spezzatino, che lui si mangia segretamente in ufficio in pausa pranzo, felice come un bambino. Naturalmente, buona parte dei ricettari che sua moglie usava nella vita precedente sono stati messi al bando, relegati in soffitta o dati via, sia mai che possano essere fonte di tentazione. Così, un paio di questi libri peccaminosi sono piovuti addosso alla sottoscritta, che appena li ha visti è andata in brodo di giuggiole e li ha rimirati estatica per un pomeriggio intero, felicissima di continuare a peccare a suon di bavaresi, crème caramel e pasticcini. Due meravigliosi ricettari di dolci e dolcezze squisitamente golose, da provare una dopo l’altra senza alcun ritegno. Vorrà dire che per espiare ai miei peccati continuerò a spacciare in gran segreto porzioni di cheese cake.

7 commenti:

LTfgg ha detto...

Aò io ce divorzierei per una cosa del genere! :D

giulia ha detto...

Dio che cambiamento drastico... Decisamente troppo per il mio concetto di vita!!! E povero marito!!!! meno male che ci sei tu che gli rallegri la vita con qualche piatto succulento!!!!
Allora aspetto fiduciosa qualche bella ricettina presa dai libri incriminati!!!!
bacioooo

Suysan ha detto...

Ma le scelte di lei non dovrebbero ricadere su tutta la famiglia...mi chiedo se questa coppia ha dei figli.

Brava...Continua a passargli prelibatezze sotto banco a quel povero marito!

Erre54 ha detto...

posso invitare a cena quel marito?
R

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

Por'omo!
:)
:)
:)

Anonimo ha detto...

Una mia collega ha letto quel libro.
E ci criminalizza quotidianamente sui rischi di ictus, infarto e quant'altro e ci invita (lei che ha visto la luce) a informarci prima di dire con superficialità che ci piace la fiorentina!
Ebbene io ho letto altre cose di quell'autore (che non dirò per tua richiesta esplicita)e non è nemmeno male...ma le ho fatto presente che dopo oltre 40 anni forse non bastano 350 pagine a farmi cambiare radicalmente opinione.
Lei ha incassato con gran signorilità, ma se mi dovesse venire un colpo, credo che mi citerebbe come esempio!!!
RESISTERO'!
buona settimana amica virtuale

Moky ha detto...

Gallina, in questo non sono tanto d'accordo: siamo vegani da quasi 5 anni e non ci facciamo mancare NIENTE, mangiamo piatti italiani, ovviamente, ma ci siamo buttati ad esplorare la cicina indiana, cinese, messicana... t=con risultati INCREDIBILI.Per quanto riguarda le cheesecakes, per Natale ci siamo fatti una fantastica pumpkin cheesecake vegan...
Lo stereotipo dei vegan che sopravvivono a tofu e germogli di soia e' proprio questo: uno stereotipo. :)

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