venerdì 12 agosto 2011

On y va

Eccoci arrivati agli sgoccioli. Di questa estate, che tanto quando si torna e la scuola è alle porte nella mia testa sarà comunque autunno anche se ci fossero quaranta gradi. Di questo anno lavorativo, perché dopo tutto ricomincia, è una specie di capodanno, nuove assegnazioni, nuovi ruoli, nuovi impegni, ricchi premi e cotillon. Di questa settimana fin troppo tranquilla, talmente tranquilla che non ho avuto niente di meglio da fare che farmi venire l'ansia. Dico io, ma ci si può far venire l'ansia in una settimana di calma agostana, con temperature ideali e neanche poi tantissimi panni da stirare? Il galletto mi guarda e scuote la testa, ed io resto lì col groviglio di ferro piazzato sul petto e il rullo di tamburi nelle orecchie quando cerco di addormentarmi. Mah, si potrebbe aprire un corso di laurea su come e quando e perché mi vengono le paturnie, ma forse a ben cercare da qualche parte esiste già. Cerco di rivolgere l'attenzione altrove, all'immediato, al to do che lampeggia rosso nella mia stramba testolina , gli ultimi aggiustamenti all'itinerario che ci aspetta, un paio di prenotazioni on-line, una sessione casalinga di piega-mani-e-piedi, uno sguardo al meteo d’oltralpe, le piante da annaffiare bene e naturalmente i bagagli da fare, cosa che odio ma che mi spetta lo stesso. So già che il bagaglio effettivo sarà come sempre pesante, che ho sempre paura mi manchi qualcosa e regolarmente riporto indietro mezza valigia di roba neanche toccata, ma è quello virtuale che voglio fare leggero, leggerissimo, etereo, praticamente inesistente. Tutte le pesantezze le voglio lasciare qua, chiuse dentro ad un cassetto e prima di partire cercherò di infilarci dentro anche il groviglio di ferro, cogliendolo di sorpresa, quando meno se lo aspetta, distraendolo con una fantomatica ricerca di un pigiama a fiorellini e poi svelta richiuderò il cassetto e nasconderò la chiave, così magari al ritorno avrà fatto amicizia con canottiere e mutande e si sarà dimenticato di me. E se questa tattica non funzionerà sarà il pensiero della Sainte Chapelle, di un giro al Bon Marché, di riabbracciare Pippo dopo tanti anni e di stordirmi con le più nobili delle bollicine a farmi passare le paturnie. Forse anche a farmi fare i bagagli, quelli veri, con un sorriso. No, quello non credo proprio. Al limite un mezzo sorriso và, una lieve increspatura delle labbra, ecco, proprio come quello della Gioconda. Appunto.

4 commenti:

DaniVerdeSalvia ha detto...

Nous aussi on y va!

Canal du Midi en bateau, cara Puolet Soeur.

E saluti alla Monna!
Sis

Gallinavecchia ha detto...

@ Dani - bello!! Divertiti sorellina e un bacio a Carcassonne!

viola ha detto...

Divertiti più che puoi, anche per me. Un abbraccio forte

Alessia ha detto...

Splendido post..e ...goditi Parigi

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