lunedì 27 giugno 2011

Il profumo dei limoni

Il ritorno a casa da una vacanza è sempre un po’ mesto e malinconico, mica è facile rituffarsi nei frenetici ritmi cittadini scanditi da ore minuti e secondi dopo aver trascorso una manciata di giorni bellissimi e lenti senza mai guardare l’orologio. Come un soldato che rientra nei ranghi dopo la libera uscita, il pensiero ritorna a quei giorni di libertà per riassaporarli ancora, uno per uno. Sono tutti lì, nel bagaglio aggiuntivo, quello che apro per primo, prima ancora della busta della biancheria da buttare in lavatrice. E’ la valigia vuota che ci siamo portati dietro per riempirla man mano, non di esiti da selvaggio shopping vacanziero, ma bensì di ricordi e di luoghi, da incartare accuratamente e portare a casa con noi, per chiudere gli occhi ed esserci ancora, là dove il mare luccica e tira forte il vento, dove il sole brilla sugli agrumeti stracarichi di limoni e dove la pizza è davvero qualcosa di speciale. La penisola sorrentina mi ha stregata, i suoi profumi, i colori, i contrasti incredibili, e i ricordi si susseguono come cartoline, una più bella dell’altra. Il mare soffuso di foschia, i raggi che rimbalzano sul bianco ed il profilo aspro di Capri che si staglia come un miraggio. La marmellata di arance al mattino da spalmare sul pane ancora caldo mentre lo sguardo vaga sul golfo e sui capelli biondi di mia figlia che addenta la sua brioche al cioccolato. Le viti centenarie abbarbicate in cima alla montagna, pronte a regalare un’altra ottima annata di Furore bianco mentre le nuvole bianche corrono veloci sotto di noi che sembriamo sospesi a mezz’aria. Il mare incredibilmente turchese e cristallino di Capri, la folla in piazzetta, i tavolini dei caffè, i giapponesi che fotografano tutto ed un profumo incredibile che porta il nome della via più famosa, che ho amato nel momento stesso in cui l’ho provato sul mio polso e che non ho potuto non portare con me per farmi rivivere ogni giorno l’aria di quest’isola meravigliosa. Le casine perfette e colorate di Positano, il bianco accecante dell’intonaco ed il viola acceso delle mille cascate di buganvillea che portano verso il mare, una ragazza appena giunta dall’altra parte dell’oceano con un maxi trolley ed un vestito da sposa e la lunga scalinata del Duomo di Amalfi liscia e lisa da secoli di piedi, di vite e di sogni. L’ombra e la pace della piccola Ravello, arroccata sulla scogliera come un nido di gabbiano, i vicoli, i fiori e gli scorci mozzafiato. La brezza serale che entrava dalla finestra nella nostra camera in cima alla collina, i galli instancabili che cantavano per tutto il giorno e a volte anche di notte, la statua della Madonna in processione e i botti che l’accompagnavano. La magia dei templi di Paestum e la maestosità un po’ dimenticata della reggia di Caserta, la mozzarella di bufala mangiata a morsi sul marciapiede ridendo e sgocciolando e le granite al limone più buone del mondo fatte col ghiaccio tritato a mano nelle bancarelle improvvisate lungo le curve della strada costiera. Lo sguardo che si posa sulla perfezione degli alberghi a cinque stelle e sugli yachts che sembrano navi da crociera mentre il pensiero corre a quelle tonnellate di rifiuti che solo a poche decine di chilometri stanno sfigurando le strade di una città fin troppe volte ferita, e la tanta amarezza che ne scaturisce. I parcheggi impossibili, gli spaghetti con le vongole serviti su un piatto azzurro come il mare, le barche colorate dei pescatori e il chiasso dei ragazzini che si tuffano dagli scogli. Riapro gli occhi, guardo quei fantastici limoni che ho portato con me, annuso il loro profumo ed eccomi lì, sono ancora in costiera.

8 commenti:

Silvia ha detto...

Avevo proprio voglia di tornare in costiera.
Grazie.
Silvia, Sr

Anonimo ha detto...

Grazie.
L'inizio di questa giornata è stato addollcito dalla lettura del tuo post... La nostalgia di quei posti a me così cari e tanto familiari, mi prende dolcemente.
Ci tornerò al più presto.
Carla

Anonimo ha detto...

E' proprio tutto vero mamma, grazie mille per avermi ricordato di tutte queste emozioni che ho passato in vacanza sulla costiera.
la pulcina

Anonimo ha detto...

La pulcina che interviene ai racconti profumati di una vacanza indimenticabile è un regalo che per noi che ti leggiamo con affetto, sia pur irreale, rende ancor più prezioso questo bellissimo scorcio di estate!
Sono contenta di sapere che il tuo silenzio era dovuto a GIOIA, te lo meriti per come appari da ciò che scrivi
Amica Virtuale

viola ha detto...

Non sono mai stata sulla costiera, ma l'ho visitata atttraverso il tuo post, veramente bello. Hai descritto tutto così bene che pareva proprio di esserci, di vedere quei colori e respirare quei profumi. Grazie.

santin ha detto...

adorata la costiera è proprio magiaca.
ti abbraccio
santin

lerocherhotel ha detto...

leggere le tue parole è stato come ritrovarci per un momento in Costiera. Grazie!

Anonimo ha detto...

Ciao!
molto bello il tuo post, io sono originaria dei posti che hai appena descritto, è stato bello rivivere tramite le tue parole i luoghi della mia infanzia e adolescenza!
Sei anche una delle poche toscane che amano quei luoghi, di solito mi si dice "ah, sei di là, chissà che bello! però la disorganizzazione, la sporcizia, eh bè qua è molto meglio" oppure "mozzarelle di bufala? saranno pure buone, ma per carità, con tutto l'inquinamento che c'è là..." che odio, mi dicessero queste cose degli svizzeri, capirei anche, ma i fiorentini proprio non lo capiscono che tutta l'Italia è paese, anzi, che Firenze è proprio una città meridionale, nel bene e nel male..

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