sabato 2 ottobre 2010

Silent saturday

Che strano il sabato, adesso. Ero abituata a dormire un po’ di più, con la picci che si intrufolava nel lettone e con la quale passavamo ancora un po’ di dormiveglia, lento, caldo e arruffato, in attesa di dare inizio alla giornata con tutta la calma del mondo. Con l’inizio delle medie la musica è drasticamente cambiata, si va a scuola anche di sabato e pertanto la sveglia sul mio comodino suona impietosamente intorno alle sette a prescindere dal giorno della settimana. In fondo non dovrebbe essere una mattina diversa dalle altre, ci si butta di sotto con l’occhio abbottonato, si prepara un caffè nella penombra, si comincia a ricordare il proprio nome e si procede poi con tutto il resto, compresi i berci alla pulcina che rischia sempre di riaddormentarsi a faccia in giù nella sua tazza di latte. Invece il mio organismo sa perfettamente che è sabato, che avrei tutto il sacrosanto diritto di stare a poltrire un po’ di più, e pertanto recalcitra su qualunque cosa, come un mulo che non ne voglia sapere di seguire gli ordini del proprio padrone. Dicono che in questi casi faccia miracoli la vecchia consuetudine del bastone e della carota. Vabbè, per il primo direi che sia bastato guardare la montagna altissima di panni da stirare che mi aspettava al varco ed ho iniziato a tremare come una foglia, per la seconda diciamo che mi sono indorata la pillola con una colazione un po’ più ricca, tipo buffet di un cinque stelle, marmellata, miele e succo di arancia compresi. Nel frattempo il galletto ha indossato l’alta uniforme, si è munito di cavatappi e termometri, e si è prontamente dileguato alla volta del centro storico, dove trascorrerà la giornata a stappare bottiglie e decantare le lodi dei vini presenti nella sua postazione, una delle tante del Wine Town Firenze, la manifestazione enologica che da un paio di giorni ha invaso la città. Esco dalla doccia e trovo la casa vuota e silenziosa, non ci sono abituata a un sabato così. In attesa di tuffarmi nella kermesse di carrelli e liste della spesa in quel luogo di perdizione chiamato Esselunga, metterò su un cd. Perlomeno non ci sarà nessuno a dirmi di abbassare il volume.

3 commenti:

PaolaFrancy ha detto...

Ecco! Guarda il lato positivo!!!
so ... enjoy!

paola

VerdeSalvia delle colline di Firenze ha detto...

Siamo già in seconda, ma ancora non mi abituo allo scippamento del sabato.
Tant'è che, visto che il marito reclama il diritto ad accompagnarla a scuola almeno l'unico giorno in cui più farlo, glielo concedo graziosamente e resto a ronfare a letto, per svegliarmi ad ore immonde in una casa deserta!
Però, non è poi male il sabato... :)

Isabel ha detto...

Ho sempre pensato che andare a scuola il sabato sia veramente un delitto! Ma poi arriva l'università :P

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